lunedì 5 dicembre 2011

Lanciato il sito “I costi della Chiesa”

L’UAAR ha realizzato il sito I costi della Chiesa. È la prima inchiesta online sull’impatto che i contributi erogati e i privilegi di cui dispone la Chiesa cattolica hanno sulle casse pubbliche.
L’UAAR la sua parte l’ha fatta. Ogni cittadino può ora formarsi un’opinione. Se oltre sei miliardi di euro all’anno vi sembrano troppi, non limitatevi a imprecare. Agite. Potete farlo sapere a tutti i vostri conoscenti. Potete scrivere ai giornali. Potete telefonare alle tv o alle radio. Potete lasciare commenti sui siti internet. Potete scriverlo sul vostro blog o su Facebook. Potete sostenere la pagina Facebook Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria. La manovra “lacrime e sangue” di Monti non è intervenuta sui costi della Chiesa? Rendete nota la vostra indignazione!

2 commenti:

  1. Silvio Manzati8 dicembre 2011 05:59

    Non è giusto che le casse pubbliche, cioè anche gli atei ed agnostici, siano tenute a finanziare la chiesa cattolica.Etica vorrebbe che fossero i cattolici a finanziare l'organizzazione, la propaganda ed il reclutamento della chiesa cattolica. E' immorale che la chiesa cattolica abbia dei privilegi.

    RispondiElimina
  2. campedelli angelo8 dicembre 2011 10:23

    da sempre, quando la Chiesa Cattolica si vede contraddetta immediatamente si arroca dietro la presunta persecuzione nei suoi confronti.
    così, anche sul tema riguardante "i costi della Chiesa" questa non fa altro che dichiararsi perseguitata da atei, "laicisti" e anticlericali.
    è ora che lo Stato sia VERAMENTE laico, evitando qualsiasi privilegio nei riguardi di qualsiasi religione!
    qui NON si vuole perseguitare nessuno!
    - si vuole solo che LE RELIGIONI, quindi anche la religione cattolica, non abbiano tutti quei privilegi che hanno da sempre, per di più a spese di uno Stato che è di tutti: credenti ma anche, atei, agnostici e indifferenti.
    - si vuole solo che l'abrogazione della dicitura "religione di stato", avvenuta nel 1984 (Craxi) con la revisione del Concordato, non sia solo una formula verbale ma una concreta realtà.
    - si vuole solo che TUTTE le religioni, quindi anche la religione cattolica, si autofinanzino con le offerte dei fedeli e con le loro attività (come una qualsiasi società di servizi), e che paghino le tasse (come tutte le società).
    campedelli angelo.

    RispondiElimina