mercoledì 25 maggio 2011

Raccolta firme per il testamento biologico

I prossimi sabato 28 e domenica 29 maggio in piazza Bra, dalle 14.30 alle 18.30, ci sarà il nostro tavolo informativo presso il quale sarà possibile firmare una mozione di sostegno alla proposta di delibera consiliare sul testamento biologico presentata al consiglio comunale di Verona dai consiglieri Mauro De Robertis, Graziano Perini e Ivan Zerbato.

sabato 21 maggio 2011

MA “CARA” CHIESA QUANTO CI COSTI?

di Silvio Manzati
(conferenza tenuta a Venezia il 28 aprile 2011 durante la settimana S.O.S. Laicità, organizzata dal circolo UAAR di Venezia prima della visita di papa Ratzinger)

Quanto ci costa la chiesa cattolica, qui, in Italia. Non quanto costa ai cattolici, ma quanto ci costa, anche a noi che cattolici non siamo. E' un argomento del quale non si parla molto.

Quanto ci costa la chiesa cattolica non è sicuramente un tema politico. E' un tema che neppure sfiora i partiti politici. In questi anni di crisi economica, stato regioni, province e comuni hanno apportato tagli nelle spese dei servizi pubblici, ma di tagli alle spese per la chiesa cattolica neppure l'ombra.

E' significativo quello che è avvenuto in fase di finanziaria 2009, ove in un primo tempo erano previsti da Tremonti tagli anche per le scuole paritarie. Tagli immediatamente ritirati al primo stormir di fronde, dopo le proteste e le minacce di mobilitazione da parte dei vescovi.

L'anno scorso il governo aveva tentato, accanto ai tagli alla scuola pubblica, di ridurre i finanziamenti alla scuola cattolica. Anche allora insurrezione dei vescovi. Com'è andata a finire? Ve lo dico con quanto scriveva Repubblica il 12/11/2010: “Il maxiemendamento alla legge di stabilità per il 2011 (ex legge finanziaria) restituisce agli istituti paritari i 245 milioni tagliati con la prima versione del provvedimento. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, mette così a tacere la polemica derivata dal taglio del 47 per cento (253 milioni) operato alle paritarie qualche settimana fa, che aveva creato più di qualche malumore, soprattutto negli ambienti cattolici”.

Alle volte ci sono annunci che non hanno seguito.

Forse, ricorderete che il 5 febbraio di quest'anno apparve sul Corriere del Veneto un articolo nel quale si diceva che due sarti trevisani, Stefano Zanella e Gianluca Scattolin, titolari della sartoria X Regio, avevano inviato una lettera a Luca Zaia, presidente del Veneto, ed a Leonardo Muraro, presidente dell’Unione delle Province Venete. Nella lettera c'era la richiesta di “un segno tangibile di vicinanza al Santo Padre” in vista della sua visita pastorale a Venezia. Il segno tangibile sarebbe stato il pagamento di 290.000 euro per casule, mitre, dalmatiche e stole varie che avrebbe indossato Ratzinger, gli 80 vescovi, i mille preti, i 200 diaconi ed i 500 chierichetti durante la messa al parco San Giuliano di Mestre.

Una nota diffusa immediatamente dalla Conferenza episcopale del Triveneto precisava che “La richiesta di fondi citata è un’iniziativa personale di due sarti, non promossa né autorizzata dal Comitato organizzatore ufficiale della visita” e che “ogni iniziativa che si riferisca in qualche modo a questo evento e che non porti la firma del responsabile del Comitato organizzatore, è priva di autorizzazione, fuorviante e non va presa in considerazione”.

Interveniva anche il patriarca Angelo Scola, informando che «in questo momento di crisi i costi vanno contenuti. Ho chiesto che il preventivo per il palco della messa al parco di San Giuliano, a Mestre, sia dimezzato rispetto all'ipotesi iniziale di 800 mila euro. Inoltre non acquisteremo paramenti e mitre nuove, ma recupereremo quelli già in uso dai vescovi e metteremo a disposizione quelli del tesoro di San Marco». «Non chiederemo alcun contributo alle istituzioni pubbliche - ha spiegato Scola - Ci affidiamo alla generosità dei fedeli e all'eventuale sostegno che arriverà dagli sponsor privati». La colletta del patriarcato di Venezia ha prodotto 80.000 euro. Le altre diocesi non hanno fornito dati.

Agli enti pubblici i vescovi chiedono gli interventi che ci sono in occasione di eventi sportivi o culturali. C'è una differenza, però. Quando ci sono eventi sportivi o culturali o di altra natura, come il raduno degli alpini, a decidere i provvedimenti di viabilità o di ordine pubblico sono gli enti pubblici in base alle proprie valutazioni di opportunità. Quando si muove il Papa c'è una commissione episcopale che va a contrattare o, meglio, ad imporre gli interventi: le strade da riasfaltare, i chilometri di transenne da predisporre, il numero di gabinetti chimici da installare, ecc. Lo abbiamo visto quando Ratzinger è venuto a Verona o a Lorenzago. In Regione si ricorda ancora lo stanziamento di 345 mila euro per rimettere a nuovo Lorenzago in vista delle tradizionali vacanze estive del Pontefice quattro anni fa. Notizie di stampa hanno rivelato che la visita di Ratzinger costerà al comune di Venezia 380.000 euro.

domenica 8 maggio 2011

Incontro sul tema "Istituzione del registro dei testamenti biologici"

Per mesi ai nostri tavoli avevamo raccolto firme perché anche il comune di Verona istituisse un registro dei testamenti biologici. Le firme erano state trasmesse al sindaco Tosi in data 15 marzo 2011. Il sindaco Tosi ci ha risposto negativamente senza entrare nel merito, ma trincerandosi dietro una circolare della prefettura di Verona che accompagnava una "direttiva emanata in materia dei Ministri dell'Interno, del Lavoro e Politiche Sociali e della Salute [Maroni, Sacconi e Fazio] in data 19/11/2010". E' strano che esponenti politici dichiaratamente federalisti come Maroni e Tosi, allineandosi alle posizioni della chiesa cattolica, si oppongano ad un'attività dei comuni finalizzata a registrare una volontà dei cittadini, dando ad essi data e provenienza certa. Noi non chiediamo che il comune di Verona regolamenti la materia riguardante la fine della vita che, concordiamo con il sindaco, è di competenza esclusiva dello stato. Tosi fa propria la tesi, opinabile, dei tre ministri (e della chiesa cattolica) secondo la quale "...non si rinvengono elementi idonei a ritenere legittime le iniziative volte alla introduzione dei registri per le dichiarazioni anticipate di trattamento. In tale quadro si potrebbe, anzi, ipotizzare, nel caso in cui si intenda dar comunque corso ad iniziative del genere, un uso distorto di risorse umane e finanziarie, con eventuali possibili responsabilità di chi se ne sia fatto promotore". Mercoledì 18 maggio, alle ore 21, presso la sala circoscrizionale di via Brunelleschi, ci sarà una riunione del circolo aperta a tutti i cittadini interessati per discutere la risposta di Tosi, per esaminare le decisioni positive in materia assunte da altri comuni, per concordare le ulteriori iniziative da assumere a Verona.

Aggiornamento: il circolo ha preso contatto con esponenti politici dichiaratamente laici ed altri spera di poterne contattare. Un primo risultato sarà la presentazione di una mozione in consiglio comunale da parte dei consiglieri Mauro De Robertis, Graziano Perini e, auspichiamo, di altri. La mozione sarà illustrata nella riunione di mercoledì. Giovedì 19, alle ore 11.30, ci sarà a Palazzo Barbieri una conferenza stampa dei consiglieri firmatari e del circolo UAAR di Verona. Ricordiamo che da un sondaggio Eurispes del gennaio 2010 risulta che l’81% della cittadinanza vuole una norma istitutiva del Testamento biologico. Noi chiediamo alle forze politiche veronesi di pronunciarsi in materia sia adesso sia in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno. Chiediamo che il tema del registro dei testamenti biologici entri a far parte dei programmi elettorali. Il consenso o il non consenso degli elettori deve essere anche su questo tema.