lunedì 16 gennaio 2012

Don Fasani: sport nazionale sparare sulla Chiesa

"Sparare sulla Chiesa è diventato uno sport nazionale", ha scritto don Bruno Fasani su Verona Fedele della scorsa settimana. Se avesse detto "sparare euro", gli avremmo dato ragione, come dimostra l'inchiesta dell'UAAR sui costi pubblici della Chiesa. Ma don Fasani intendeva sparare per ferire. Comunque, non ci sembra che questo sport sia praticato da radio e TV Rai, dalle TV Mediaset, dai mezzi di informazione veronesi. Della chiesa cattolica viene detto tutto quanto di bello, di santo, di positivo, di edificante si possa pensare e immaginare. Ci sono rubriche fisse radiofoniche e televisive, il vescovo Zenti ha l'onore della prima pagina dell'Arena tutte le domeniche. Il reverendo televisivo esemplifica: "Dalle polemiche sull'Ici, al mai tramontato Ior, da don Verzè alla banda della Magliana...quando c'è da seminar sospetti a qualcuno non sembra vero". Si è dimenticato dei preti pedofili e, a Verona, degli ex alunni del Provolo. Sospetti? Bastano i fatti, a meno che non definiamo sospetti i fatti. E' un fatto che che la chiesa cattolica non paga l'Ici per gli immobili in cui svolge attività commerciale, anche a Verona gli esempi sono numerosi. E' un fatto che lo Ior dei tempi di Marcinkus trafficava in affari sporchi e mafiosi, che hanno portato anche all'omicidio al caffè di Sindona ed al "suicidio"di Calvi; numerose pubblicazioni hanno dimostrato che lo Ior ha continuato ad essere strumento di operazioni finanziarie illegali. E' un fatto che don Verzè ha imbrogliato numerosi creditori per un ammontare complessivo di un miliardo e mezzo di euro, quasi che la sua preghiera preferita fosse: "Paga a noi i nostri crediti come noi li paghiamo ai nostri creditori". Per rimanere dalle nostre parti, è recente la decisione della commissione tributaria di Verona che ha condannato la sua società Quo Vadis? a pagare quasi 50 mila euro di Ici evasa al comune di Lavagno (Arena 7/1/2012). E' un fatto che un capo della banda della Magliana (Enrico De Pedis, detto Renatino e, ironicamente, san Renatino)  è sepolto nella basilica di Sant'Apollinare in Roma, perché "gran benefattore dei poveri", a detta del rettore della basilica stessa. Termina don Fasani: "Siamo o non siamo più del 70% di battezzati?". E con ciò? Non si possono più raccontare i fatti ed informare battezzati e non battezzati? E' auspicabile che don Fasani, un'altra volta, sia più preciso e che dica pedobattezzati.

4 commenti:

  1. Silvio Manzati16 gennaio 2012 21:15

    Se la stampa veronese desse certe notizie, verrebbe accusata di uno sport provinciale: sparare sulla diocesi. Esempi di notizie: quanti euro don Fasani ha preteso e ottenuto come liquidazione per cessare dalla carica di direttore di Verona Fedele e come li ha impiegati; quali sono i motivi per i quali certi preti vengono allontanati improvvisamente da una parrocchia; quanti sono i preti della diocesi che anno per anno abbandonano questa professione; quanti sono i pedobattezzati che richiedono lo sbattezzo; quali sono gli edifici delle organizzazioni cattoliche che non pagano l'Ici, ecc. ecc.

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  2. campedelli angelo17 gennaio 2012 11:14

    chissà se don Fasani leggerà mai questi post.
    comunque, è ora che si dica a chiare lettere che non c'è nessuno "sport nazionale sparare sulla Chiesa"! piuttosto, si può dire che sta crollando quel muro di ossequiosa sudditanza verso una istituzione religiosa (in questo caso la Chiesa Cattolica) che da 1700 la fa da padrona!
    in pratica, è iniziato anche per la Chiesa Cattolica quello che in uno stato laico (e l'Italia NON è ancora uno stato laico compiuto) si fa normalmente per qualunque associazione o partito, niente di più e niente di meno!
    se il don Fasani ravvede in tutto ciò una qualche "caccia al prete" faccia un po' di memoria e vedrà che non ha niente a che fare con la più famosa caccia alle streghe (questa sì vera! e senza virgolette) di cristiana memoria!

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  3. I clericali si lamentano per "lesa maestà" ogniqualvolta qualcuno osa criticare, pur motivatamente, qualche aspetto dei loro cospicui e vergognosi privilegi prettamente materialistici.
    Questi arroganti personaggi esigono solo servili ossequi, mentre loro si permettono di offendere e vituperare quanti non condividono la loro balorda ideologia.
    In democrazia tutti sono discutibili, ma loro pretendono solo omaggi e riverenze anche da chi non crede alla loro mistica autoreferenza.
    Fanno le vittime anche dove imperano come illegale "religione di Stato" onerosamente gravante sui bilanci pubblici.

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  4. campedelli angelo23 gennaio 2012 11:09

    Mario: parole sante!!!!!|

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