domenica 9 febbraio 2014

ATEI

Lettera pubblicata su L'Arena di Verona l'8 febbraio 2014:

ATEI
Predicare in Iran
 

Questi atei sbattezzatori non hanno di meglio da fare che atteggiarsi alla «Giordano Bruno» fuori tempo massimo? Vadano a predicare l'ateismo in Iran o in qualche Paese dove vige la legge coranica. Si guadagneranno un bel martirio appesi per il collo ad una gru in mezzo ad una piazza plaudente; se donne uno sfiguramento con l'acido oppure una maschia lapidazione.
Antonio Bonente
VERONA



Risposta di Angelo Campedelli in attesa di pubblicazione:

ATEI
Predicare in Italia

Desidero rispondere alla lettera del sig. Antonio Bonente, pubblicata sul giornale sabato 8 febbraio.
Sono ateo, sono pure sbattezzato, ma preciso sùbito al sig. Bonente che nessun ateo è uno "sbattezzatore": infatti, ogni ateo si sbattezza da sé con una lettera di richiesta da inviare al parroco della parrocchia nella quale si è stati battezzati.
Noi atei non ci atteggiamo minimamente al grande Giordano Bruno (la cui memoria, richiamata in quel modo, viene derisa dal sig. Bonente nella sua lettera). Noi atei non facciamo altro che essere coerenti con noi stessi, vale a dire con quella che è stata la nostra scelta: se non siamo più credenti nella divinità chiamata Dio, troviamo logico (cioè "cosa buona e giusta") cancellare la nostra iscrizione alla CCAR (Chiesa Cattolica Apostolica Romana), anche perché consideriamo tale iscrizione (avvenuta con il battesimo) un sopruso bell'e buono, dal momento che è stata fatta senza la nostra volontà. Tale cancellazione si chiama sbattezzo, appunto. Tutto qui!
Sono sicuro, dai toni della lettera inneggianti alla violenza ideologico-religiosa contro noi atei, che il sig. Bonente sia un cattolico. Ricordo al sig. Bonente che atei, pagani, e diversamente credenti, sono stati torturati e uccisi a milioni, per secoli, in tutto il mondo, proprio dai rappresentanti della SUA religione ed in nome del SUO Dio. Se, ancora oggi, in molti paesi (come quelli menzionati dal sig. Bonente) esiste l'uccisione per chi non professa la religione dominante, ciò è dovuto sicuramente ad una arretratezza culturale ed alla totale assenza di laicità delle Istituzioni politiche (regimi teocratici).
Noi atei siamo per la massima libertà di religione, ma VOGLIAMO che le Istituzioni dello Stato siano veramente laiche, che vuol dire nessuna interferenza nella politica da parte di nessuna religione.
Dispiace vedere che in Italia, Paese che si ritiene evoluto, civilizzato, e laico, ci siano ancora persone (come il sig. Bonente) che invocano l'uccisione per chi è ateo!
Sig. Bonente, si rassegni: è finito il lungo periodo storico (buio) caratterizzato dal PENSIERO UNICO. Finalmente siamo entrati nell'era del LIBERO PENSIERO.
Campedelli Angelo, coordinatore del circolo UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) di Verona.



Risposta di Angelo Campedelli.
Lettera pubblicata su L'Arena di Verona il 14 febbraio:

ATEI
Predicare in Italia

Desidero rispondere alla lettera pubblicata sul giornale sabato 8 febbraio. Sono ateo, sono pure sbattezzato, ma preciso subito che nessun ateo è uno "sbattezzatore": infatti, ogni ateo si sbattezza da sé con una lettera di richiesta da inviare al parroco della parrocchia nella quale si è stati battezzati. Noi atei non ci "atteggiamo" minimamente al grande Giordano Bruno. Noi atei non facciamo altro che essere coerenti con noi stessi, vale a dire con quella che è stata la nostra scelta: se non siamo più credenti in Dio troviamo logico cancellare la nostra iscrizione alla Chiesa Cattolica, anche perché consideriamo tale iscrizione (avvenuta con il battesimo) un sopruso dal momento che è stata fatta senza la nostra volontà. Tale cancellazione si chiama sbattezzo, appunto. Tutto qui! Dispiace sentire, in Italia, tanto livore espresso nei toni della lettera inneggianti alla violenza ideologica-religiosa contro noi atei. Dispiace constatare che in Italia, Paese che si ritiene evoluto, civilizzato, e laico, ci siano ancora persone che invocano l'uccisione per chi è ateo! Se, ancora oggi, in molti Paesi (come quelli menzionati dal sig. Bonente) esiste l'uccisione per chi non professa la religione dominante, ciò è dovuto sicuramente ad una arretratezza culturale ed alla totale assenza di laicità delle Istituzioni politiche (regimi teocratici o confessionali). Noi atei vogliamo la massima libertà di religione, ma per questo vogliamo anche il massimo rispetto nei nostri confronti.
Angelo Campedelli, coordinatore del circolo UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici razionalisti) - VERONA



Un'altra risposta inviata al giornale da una nostra socia:

Libero Pensiero

Un intervento pubblicato su L’Arena l’8 febbraio 2014 all’interno della sezione “Lettere al Direttore”, invita gli «atei sbattezzatori» ad andare a “predicare” in quei Paesi dove vige la legge coranica, dove saranno oggetto di martirio: «appesi per il collo ad una gru in mezzo a una piazza plaudente oppure, se donne, sfigurate con l’acido o lapidate».
Viviamo per fortuna in uno Stato che tutela la libertà di pensare e professare le proprie idee, anche se atee o agnostiche. Chi ritiene che questo debba essere invece impedito, senza forse rendersene conto si comporta proprio come coloro che, ad esempio in base alla legge coranica, intendono imporre un’unica visione per tutti. Se in più tale volontà intende essere perpetrata attraverso la violenza, l’offesa non è solo rivolta alle basi della democrazia e della convivenza pacifica tra opinioni diverse, ma anche ai fondamentali valori del rispetto e della tolleranza propri di un Paese laico e civile.

1 commento:

  1. come potete vedere, ho dovuto modificare la prima versione della mia lettera-risposta.
    la versione pubblicata è più "morbida" ed è risultata anche più corta.

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