sabato 5 aprile 2014

Una colletta per il don

L'Arena
mercoledì 02 aprile 2014 – PROVINCIA – Pagina 22

SAN GIOVANNI LUPATOTO. Un apparecchio acustico per il sacerdote
Una colletta per aiutare don Leone

La parrocchia del Buon Pastore ha lanciato una raccolta di fondi per consentire l'acquisto di un apparecchio acustico di cui dotare don Leone Porra, 87enne parroco emerito.
L'apparecchio, che costa 3300 euro, permetterà all'anziano sacerdote di migliorare l'udito di un orecchio.
Le offerte si possono consegnare in canonica o versare sul conto corrente della parrocchia (Iban: IT95X0200859770000041010***) con causale «apparecchio acustico don Leone».
Don Leone è ospite da prima di Natale a Casa Perez a Negrar, una struttura dedicata a preti in età avanzata, dove ha deciso di ritirarsi lasciando la sua casa di via Monte Nero che l'ha ospitato per svariati decenni da parroco e poi da collaboratore della parrocchia. Il sacerdote ha scritto una lettera, pubblicata sul periodico «La nostra voce” del Buon Pastore, spiegando i motivi della decisione repentinamente di scegliere l'istituto per religiosi di Negrar. 

Don Leone ha assicurato che «il suo pensiero e la sua preghiera sono sempre con la comunità parrocchiale» da lui fondata e diretta. Non appena la sua salute migliorerà, la parrocchia ha annunciato che verranno organizzate visite alla casa di riposo. 
R.G. 


L'Arena
giovedì 10 aprile 2014 – LETTERE – Pagina 25


Chiesa 
COLLETTA PER IL DON

Non so se sarò una voce fuori dal coro, non so se solleverò un vespaio, non so se avrò una ridda di critiche, ma vorrei commentare l’articolo (apparso su L’Arena il mercoledì 2 aprile) dal titolo “Una colletta per aiutare don Leone”. L’iniziativa è promossa dalla parrocchia del Buon Pastore (San Giovanni Lupatoto, fondata proprio da don Leone), che “ha lanciato una raccolta di fondi per consentire l’acquisto di un apparecchio acustico di cui dotare don Leone Porra, 87enne parroco emerito”.
Spero di non dare di me l’immagine di chi non vuol aiutare i bisognosi, ma francamente la notizia mi ha lasciato basito perché credo abbia dell’incredibile.
L’ammontare complessivo di denaro (costituito da fondi pubblici e da esenzioni) che annualmente la Chiesa Cattolica percepisce da Stato, Regioni, Province, Comuni ed Enti Pubblici, è stato stimato in 9 miliardi di euro l’anno da Pergiorgio Odifreddi (“Perché non possiamo essere cristiani”), in 4,5 miliardi da Curzio Maltese (“La questua”), in 20 miliardi da l’ARES (“La casta dei casti”), ed infine in 6 miliardi dall’UAAR nella sua inchiesta documentata (“I costi della Chiesa”).
Sappiamo che dell’introito proveniente dal solo “8x1.000” (1.148 milioni del 2012) appena il 22% è destinato per “interventi caritativi” (documento CEI del 2013). Pertanto, mi riesce molto difficile capire come mai una parrocchia debba fare una colletta per finanziare l’acquisto di un apparecchio acustico del costo di 3.300 euro di cui dotare il proprio parroco.
Campedelli Angelo (coordinatore del circolo UAAR di Verona).

2 commenti:

  1. La maggior parte delle ASL danno una soluzione completamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Strano che non abbiano pensato a questa soluzione.


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    1. gentile Anonimo.
      non mi risulta che le ASL abbiano a loro carico (completamente o parzialmente) tale servizio: mia madre ha avuto bisogno di due apparecchi acustici, e li ha dovuti pagare entrambi di tasca propria! posso dire che è stata poco furba: avrebbe dovuto anche lei fare una colletta..... :-)
      in compenso, le ASL hanno i soldi per pagare (al pari di un infermiere!) i religiosi che prestano "assistenza spirituale" all'interno delle strutture ospedaliere statali-regionali :-(

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