giovedì 26 giugno 2014

Famiglie tradizionali e non

Lettera di un lettore pubblicata su L'Arena:

L'Arena
venerdì 06 giugno 2014 – LETTERE – Pagina 31
CONGO

Famiglie tradizionali


Il 28 aprile ho letto su L'Arena la notizia dell'arrivo di 31 bambini adottati da famiglie italiane in Congo.
Avete scritto che si è arrivati alla fine di una vicenda durata molti mesi per non meglio identificati problemi burocratici. Peccato che questi problemi burocratici siano dovuti al fatto che il governo congolese autorizza le adozioni internazionali solo verso famiglie «tradizionali» (leggasi papà e mamma - uomo e donna - maschio e femmina) e la procedura è stata bloccata in quanto alcuni bambini sono stati adottati da coppie omosessuali.
A tal proposito sarebbe interessante parlare del caso Elton John e marito. Questa famiglia per avere un figlio ha fatto un casting fra numerose mamme che si sono offerte, ovviamente in cambio di un lauto compenso, la prescelta è stata una donna canadese.
Appena partorito il neonato è stato messo sul seno della madre naturalmente cercando il contatto con la propria mamma. Dopo pochi momenti il bimbo è stato sottratto e consegnato alla sua nuova «famiglia».
Lo stesso sir Elton si è molto lamentato in quanto nei primi due anni il bambino era un continuo lamento e pianto ed il padre adottivo è stato costretto a far fare la spola tra l'Inghilterra e il Canada al proprio jet personale per far avere quotidianamente il latte direttamente dal seno materno. Sicuramente qualcuno mi definirà omofobo (qualcuno mi deve ancora spiegare il significato) però secondo me stiamo oltrepassando limiti che non dovremmo superare.
Gianmarco Sguazzardo, Verona.




Risposta di Angelo Campedelli pubblicata dal giornale:

L'Arena
domenica 22 giugno 2014 – LETTERE – Pagina 23
ADOZIONI

Aprire un dibattito


Provo sempre un profondo senso di tristezza e di avvilimento ogniqualvolta leggo articoli o lettere che fanno controinformazione, o quantomeno informazione tendenziosa per niente obiettiva e oggettiva. Mi riferisco, nel caso specifico, alla lettera pubblicata venerdì 6 giugno, intitolata: «Congo. Famiglie tradizionali».
In primo luogo, per quanto riguarda il caso delle adozioni da parte di famiglie italiane, va tassativamente chiarito che non vi era (tra queste) alcuna coppia omosessuale e che, come ampiamente documentato da tutti gli organi d'informazione, «lo stop delle autorità congolesi alla definizione delle procedure era dovuto a irregolarità da parte di altri Paesi. Tra i casi, anche quello dell'adozione da parte di una famiglia omosessuale, condizione questa che stride fortemente con le norme di quella realtà africana». (La Stampa, 28 maggio).
In secondo luogo, per quanto riguarda il «caso» di Elton John citato nella lettera, prendere pari pari un brano tratto dal libro «Voglio la mamma» di Mario Adinolfi è come credere a quel politico che, nei riguardi di Eluana Englaro (in coma irreversibile da 17 anni), disse che «poteva restare incinta ed avere figli». Elton John, da padre responsabile e premuroso, altro non ha fatto che allattare il figlio con il latte materno, costi quel che costi (e lui può). E allora? Invece di apprezzarne la responsabilità, lo si denigra inventandosi che «per due anni il bambino non ha fatto che piangere», quando invece il latte materno gli è stato somministrato fin da subito.
In conclusione io credo che in Italia, provincia del mondo, come minimo dovremmo iniziare ad aprire un serio dibattito su basi scientifiche e non religiose o ideologiche.
In Europa, l'adozione da parte di coppie dello stesso sesso è legale in Regno Unito, Spagna, Svezia, Norvegia, Danimarca, Belgio, Paesi Bassi, Islanda e Francia.
Nel resto del mondo, le adozioni gay sono legali in 11 Stati degli Usa, Canada, Brasile, Argentina, Israele, alcuni Stati dell'Australia, Uruguay, parte del Messico e Sudafrica.
Angelo Campedelli, Zevio.


Risposta inviata da Angelo Campedelli al giornale (in rosso le parti tagliate dalla redazione):

CONGO
Famiglie tradizionali e non


Provo sempre un profondo senso di tristezza e di avvilimento ogniqualvolta leggo articoli o lettere che fanno controinformazione, o quantomeno informazione tendenziosa per niente obiettiva e oggettiva. Mi riferisco, nel caso specifico, alla lettera pubblicata venerdì 06 giugno, intitolata “Congo. Famiglie tradizionali”.
Dico subito, per l’autore della lettera che invoca qualcuno a spiegare, che omofobo significa (molto semplicemente) “persona che ha paura e avversione irrazionale, basata sul pregiudizio, nei confronti dell’omosessualità e delle persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali)” (Wikipedia).
In primo luogo, per quanto riguarda il caso delle adozioni da parte di famiglie italiane, va tassativamente chiarito che non vi era (tra queste) alcuna coppia omosessuale e che, come ampiamente documentato da tutti gli organi d’informazione, “lo stop delle autorità congolesi alla definizione delle procedure era dovuto a «irregolarità da parte di altri Paesi». Tra i casi, anche quello dell’adozione da parte di una famiglia omosessuale, condizione questa che stride fortemente con le norme di quella realtà africana” (La Stampa, 28 maggio).
E ancora: “chiudere le frontiere alle adozioni per verificare eventuali irregolarità nel post adozione, come sembra sia accaduto per alcuni Paesi, ma non per l'Italia” (Repubblica, 26 maggio).
In secondo luogo, per quanto riguarda il “caso” di Elton John citato nella lettera, prendere pari pari un brano tratto dal libro “Voglio la mamma” di Mario Adinolfi è come credere a quel politico che, nei riguardi di Eluana Englaro (in coma irreversibile da 17 anni), disse che “poteva restare incinta ed avere figli”. Elton John, da padre responsabile e premuroso, altro non ha fatto che allattare il figlio con il latte materno, costi quel che costi (e lui può). E allora? Invece di apprezzarne la responsabilità, lo si denigra inventandosi che “per due anni il bambino non ha fatto che piangere”, quando invece il latte materno gli è stato somministrato fin da subito.
In conclusione io credo che in Italia, provincia del mondo, come minimo dovremmo iniziare ad aprire un serio dibattito su basi scientifiche e non religiose o ideologiche.
L’associazione psicologi italiani scrive: “L’associazione Italiana di Psicologia ricorda che le affermazioni secondo cui i bambini, per crescere bene, avrebbero bisogno di una madre e di un padre, non trovano riscontro nella ricerca internazionale. Infatti, i risultati delle ricerche psicologiche hanno da tempo documentato come il benessere psico-sociale dei membri dei gruppi familiari non sia tanto legato alla forma che il gruppo assume, quanto alla qualità dei processi e delle dinamiche relazionali che si attualizzano al suo interno. In altre parole, non sono né il numero né il genere dei genitori a garantire di per sé le condizioni di sviluppo migliori per i bambini, bensì la loro capacità di assumere questi ruoli e le responsabilità educative che ne derivano. In particolare, la ricerca psicologica ha messo in evidenza che ciò che è importante per il benessere dei bambini è la qualità dell’ambiente familiare che i genitori forniscono loro, indipendentemente dal fatto che essi siano dello stesso sesso”.
In Europa, l'adozione da parte di coppie dello stesso sesso è legale in Regno Unito, Spagna, Svezia, Norvegia, Danimarca, Belgio, Paesi Bassi, Islanda e Francia.
Nel resto del mondo, le adozioni gay sono legali in 11 Stati degli USA, Canada, Brasile, Argentina, Israele, alcuni Stati dell’Australia, Uruguay, parte del Messico e Sudafrica.
Campedelli Angelo (Zevio, Verona).

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