giovedì 10 luglio 2014

Crocifissi: lettera aperta

Portiamo a conoscenza della lettera che abbiamo inviato al Sindaco del comune di Padova ed al Sindaco del comune di Isola della scala (nonché Presidente della nostra provincia) a seguito di questi due articoli apparsi l'uno su L'Arena e l'altro su Verona Sera.

L'ARENA, giovedì 26 giugno 2014 – LETTERE – Pagina 22


BITONCI: CROCEFISSO OBBLIGATORIO NEI LUOGHI PUBBLICI
È legittima l'esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici - in particolare nelle scuole, nelle aule di giustizia e nei seggi elettorali - o è in contrasto con i principi costituzionali di uguaglianza dei cittadini, di libertà di religione e di laicità dello Stato? La controversa questione - che contrappone da decenni cattolici e laici - si ripropone periodicamente e torna ora di nuovo di attualità alla luce dell'annuncio del neo sindaco di Padova Massimo Bitonci: non solo sì al crocifisso nei luoghi pubblici, ma esposizione perfino «obbligatoria».
Sull'argomento, l'ultima pronuncia giurisdizionale è del 2011 ed è stata della Grande Camera della Corte europea per i diritti dell'uomo, che, accogliendo un ricorso dell'Italia, ha definitivamente ritenuto legittima l'esposizione del crocifisso, ribaltando una sentenza di segno opposto della stessa Corte europea. La vicenda, che ha origine in una scuola di Abano Terme (Padova) ha avuto un lunghissimo iter.

Verona, crocifissi obbligatori a scuola. Miozzi: "Bravo Bitonci. In provincia andrò io a consegnarli"
Il presidente veronese e sindaco di Isola della Scala porta nel Veronese la decisione assunta dal primo cittadino di Padova Bitonci: "Avevo ordinato la stessa cosa. Ora scriverò nuova lettera ai presidi per nuove forniture"
VERONA SERA, La Redazione, 26 giugno 2014.


La decisione del neo sindaco di Padova, Massimo Bitonci, è stata qualificata come "crociata". Un gioco di parole forse involontario a simboleggiare la decisione dell'esponente della Lega Nord di reintrodurre in tutte le scuole il crocifisso nelle aule scolastiche e negli uffici pubblici. "E guai a chi lo tocca" aveva commentato il primo cittadino sul suo profilo Facebook. Ad accogliere l'iniziativa, a Verona, memore di quanto avvenuto in passato, è stato per primo il presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, anche sindaco di Isola della Scala. Le sue parole sono affidate ad una nota diffusa nelle scorse ore:

"Ho sentito con piacere la decisione del sindaco di Padova Bitonci di mettere i crocefissi obbligatori negli edifici pubblici del suo Comune, come simbolo delle nostre tradizioni. Mi fa piacere perché anch'io, come sindaco di Isola della Scala avevo ordinato lo stesso atto qualche tempo fa, e l'ho fatto con convinzione. Allo stesso modo, nel 2009, fra i primi atti della mia Giunta c'è stata la distribuzione alle scuole superiori veronesi dei crocefissi che erano stati acquistati precedentemente. Oggi, la posizione di Bitonci mi ha fatto ripensare alla vicenda e ho deciso che scriverò una nuova lettera ai dirigenti scolastici chiedendo se con l'aumento delle classi di questi ultimi anni hanno altre necessità. Nel qual caso, la Provincia è in grado di fornire altri crocefissi e andrò personalmente a consegnarli. Un gesto simbolico che mi auguro venga interpretato nella giusta maniera: le aule scolastiche sono i luoghi nei quali i nostri ragazzi trascorrono molto del loro tempo e dove si formano come cittadini italiani”.

alla c.a. del signor Sindaco del comune di Padova.
alla c.a. del signor Presidente della provincia di Verona.
alla c.a. del signor Sindaco del comune di Isola della Scala.
e p.c.
alla Cancelleria della Diocesi di Padova.
alla Cancelleria della Diocesi di Verona.
alla Redazione del giornale L'Arena.
al Coordinatore del Circolo UAAR di Padova.
al Segretario nazionale dell'UAAR.

A seguito della "questione" sollevata dal Sindaco di Padova sull'obbligatorietà dei crocifissi da appendere in ogni dove, caldamente condivisa dal suo collega di Isola della Scala nonché Presidente della Provincia di Verona, allego la seguente lettera aperta.
distinti saluti, Campedelli Angelo (coordinatore del Circolo UAAR di Verona)


Lettera aperta.

Egregio sig. Sindaco del Comune di Padova, dott. Massimo Bitonci.
Egregio sig. Presidente della Provincia di Verona, geom. Giovanni Miozzi.
Egregio sig. Sindaco del Comune di Isola della Scala, geom. Giovanni Miozzi.
(tramite i rispettivi indirizzi di posta elettronica).


Sono l’architetto Campedelli Angelo, coordinatore del Circolo UAAR (Unione degli
Atei e degli Agnostici Razionalisti) della Provincia di Verona.
Vi scrivo in merito ai crocifissi che volete obbligatoriamente appendere in ogni dove.
Sappiamo tutti quali sono i veri motivi che inducono la Chiesa (da un lato) e voi Politici
(dall’altro) nel volere i crocifissi appesi in ogni aula di ogni edificio delle nostre
Istituzioni Pubbliche: quello di marcare il territorio (come i cani che pisciano ad ogni
angolo della città) per la Chiesa e quello del meschino interesse elettorale (i voti dei
cattolici, come se i cattolici fossero tutti uguali) per voi Politici.
La Grande Camera della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, nel dare ragione al
ricorso presentato dal nostro Stato, ha dovuto definire il crocifisso un “simbolo
essenzialmente passivo”, con buona pace per la Chiesa che lo considera “attivo”!
Egregi Signori Politici, io vi chiedo: quando capirete che la LAICITA’ delle nostre
Istituzioni è IL valore massimo al di sopra di ogni altro valore? Quand’è che andrete a
leggervi la sentenza n° 203 del 1989 emessa dalla Consulta che ha definito la laicità
dello Stato come “supremo principio costituzionale”? Quando vi renderete conto che già
dall’ormai lontano 1984 (trent’anni trascorsi inutilmente!), con la revisione dei Patti
Lateranensi, è stata abrogata la cosiddetta “Religione di Stato”? Quando vi accorgerete
che anche la nostra società italiana è ormai una società multi etnica, multi culturale, e
multi religiosa? Quando capirete che la multi religiosità in Italia è un dato di fatto
acquisito indipendentemente dalla presenza degli stranieri? Quando entrerà nella vostra
testa l’articolo 3 della nostra Costituzione che vuole “pari dignità sociale” per tutti i
cittadini “senza distinzione di religione”? Ma perché al posto del crocifisso non mettete
l’emblema (stella a cinque punte avvolta nell’alloro) della nostra Repubblica Italiana?


 
La laicità dovrebbe essere la guida per ogni partito e per ogni politico, ed invece...!
Voler imporre a tutti, quindi ai diversamente credenti, agli atei ed agli agnostici, il
simbolo per eccellenza della religione cristiana è un sopruso bell’e buono!
Circa il crocifisso inteso come “simbolo delle nostre tradizioni” che tanto rivendicate e
difendete, vi invito ad andarvi a studiare la Storia del Cristianesimo: forse capirete
perché il cristianesimo è così tanto diffuso sul nostro pianeta...! Chissà che, poi, non
rivediate il concetto stesso delle tanto reclamate e sbandierate “radici cristiane”!
Distinti saluti, Campedelli Angelo.

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