sabato 18 ottobre 2014

Funerale cattolico a un ateo

Lettera inviata a L'Arena il 07 ottobre 2014 (in rosso le parti tagliate nella pubblicazione del giornale):

Funerale cattolico ad un ateo

Alcuni di noi iscritti al Circolo UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) di Verona abbiamo partecipato, venerdì scorso, al funerale religioso (cattolico) dell’amico e socio Giulio Segato, per una decina d’anni iscritto all’UAAR. Tutti, negli ambienti politici e societari da lui frequentati e vissuti, sapevano che Giulio era ateo, ma evidentemente ciò non è bastato per fare in modo che il suo ultimo saluto avvenisse nel rispetto del suo pensiero e del suo modo d’essere.
Nel corso della cerimonia funebre hanno preso la parola diverse persone (parenti, politici, amici, rappresentanti di istituzioni) a ricordare il suo impegno politico, sociale, e umano, ma solo il genero ha ricordato che “Giulio Segato non era un credente” (L’Arena, 04 ottobre 2014).
Un bellissimo ricordo di lui l’ha fatto l’ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati) la quale, in un suo comunicato stampa, scrive che Segato “si è fatto conoscere per l’onestà, l’apertura mentale, la disponibilità, la laicità, la capacità di ascolto, l’intelligenza, l’affabilità”. La laicità: al giorno d’oggi si potrebbe dire “questa sconosciuta”! Pare, infatti, che ormai quasi solo sparute associazioni civili, quali l’UAAR e poche altre, siano assurte a ruolo di estremi baluardi difensori e, nello stesso tempo, propugnatori della laicità (valore supremo continuamente ignorato e addirittura calpestato). Come pure l’onestà e l’apertura mentale: altri due valori che se non sconosciuti sono quantomeno rari.
Volgo un accorato appello a tutte le persone atee, agnostiche, e diversamente credenti (non cattoliche) invitandole a cancellarsi ufficialmente, con un documento scritto, dalla Chiesa Cattolica alla quale si è stati involontariamente iscritti mediante il battesimo. Tale documento scritto si chiama “sbattezzo”, ed è regolato dalla legge italiana sulla tenuta dei dati personali sensibili. Con lo sbattezzo non si è più iscritti alla CCAR (Chiesa Cattolica Apostolica Romana) e non si ha più diritto ai suoi sacramenti né ai suoi riti religiosi, compreso l’ultimo: quello del funerale.
Campedelli Angelo (Circolo UAAR Verona).

L'Arena
martedì 14 ottobre 2014 – LETTERE – Pagina 24

 
FUNERALI
Rito cattolico per un ateo
 

Alcuni di noi iscritti al Circolo UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) di Verona abbiamo partecipato, venerdì scorso, al funerale religioso (cattolico) dell'amico e socio Giulio Segato, per una decina d'anni iscritto all'UAAR. Tutti, negli ambienti politici e societari da lui frequentati e vissuti, sapevano che Giulio era ateo, ma evidentemente ciò non è bastato per fare in modo che il suo ultimo saluto avvenisse nel rispetto del suo pensiero e del suo modo d'essere. Nel corso della cerimonia funebre hanno preso la parola diverse persone (parenti, politici, amici, rappresentanti di istituzioni) a ricordare il suo impegno politico, sociale, e umano, ma solo il genero ha ricordato che «Giulio Segato non era un credente».
Un bellissimo ricordo di lui l'ha fatto l'Associazione Nazionale Ex Deportati (ANED), la quale, in un suo comunicato, scrive che Segato «si è fatto conoscere per l'onestà, l'apertura mentale, la disponibilità, la capacità di ascolto, l'intelligenza, l'affabilità». La laicità: al giorno d'oggi si potrebbe dire «questa sconosciuta»! Pare, che ormai quasi solo sparute associazioni civili, quali l'UAAR e poche altre, siano assurte a ruolo di estremi baluardi difensori e, nello stesso tempo, propugnatori della laicità (valore supremo continuamente ignorato e addirittura calpestato). Come pure l'onestà e l'apertura mentale: altri due valori che se non sconosciuti sono quantomeno rari.
Angelo Campedelli, CIRCOLO UAAR VERONA 



La risposta dei familiari di Giulio Segato:

L'Arena
sabato 18 ottobre 2014 – LETTERE – Pagina 27
 

SEGATO 
Commemorato degnamente
 

Sentiamo il dovere morale di replicare alla sgradevole, inopportuna e offensiva lettera pubblicata su L'Arena del 14 ottobre a firma del signor Angelo Campedelli, Coordinatore del Circolo Unione Atei e Agnostici Razionalisti di Verona, nella quale noi, amatissimi parenti stretti di Giulio Segato, siamo stati apertamente accusati di non aver rispettato «il pensiero e il modo d'essere» del nostro amatissimo suocero, nonno e compagno, avendo organizzando per lui un funerale «religioso (cattolico)» nella chiesa della S.S.Trinità.
Seppure, a rigor di logico rispetto della nostra libertà di comportamento, non saremmo affatto tenuti a fornire spiegazioni e tantomeno giustificazioni riguardanti la nostra libera, serena e condivisa scelta, vogliamo precisare che la chiesa nella quale Giulio si era religiosamente sposato, ci è sembrato il luogo più adatto per celebrare un caloroso addio, che avrebbe sicuramente visto un grande afflusso di parenti, amici, compagni di partito e semplici conoscenti, certi inoltre, al mille per mille, che uno come lui, dotato di un'apertura mentale sicuramente molto più ampia di quella curiosamente e indebitamente citata al termine della lettera prima citata, non si sarebbe irrigidito di fronte a formalismi inutili e davvero poco sensati, non avendolo mai fatto nella sua lunga e intensa esistenza. Senza contare che, a fronte di chiare indicazioni riguardanti il desiderio di essere cremato, Giulio non ne aveva data alcuna sul luogo delle esequie.
Quanto alla cerimonia religiosa, tutti i presenti, dunque anche i graditi rappresentanti del Circolo UAAR, hanno potuto constatare che il parroco don Graziello Martinelli, quello sì dotato di grande apertura mentale, oltre che di squisito senso di cristiana accoglienza, ha speso bellissime e più che mirate parole di elogio nei confronti del notoriamente ateo Giulio, da lui definito «semplice nel parlare, attento nell'ascoltare, saggio nel consigliare» e ha consentito a diverse persone di prendere la parola per commemorarlo degnamente e laicamente come uomo politico di sinistra di grande spessore e di grande umanità.
Lorenzo Bolomini, Arianna Vittori, Matteo Bolomini Vittori, Lucia Panato. VERONA 

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