sabato 15 novembre 2014

Affrontare le sabbie mobili

L'Arena
domenica 09 novembre 2014 – LETTERE – Pagina 29
 

GIOVANI
Età delle sabbie mobili
 

Quando ero adolescente (60 anni fa), specialmente nei paesi, tutto ruotava attorno alla parrocchia. I genitori raramente prendevano posizione contro il parroco. La scuola stessa era in sintonia con la parrocchia. Potremmo affermare che il «timor di Dio» condizionava la società di allora favorendo anche il sorgere di vocazioni e limitando le tentazioni della secolarizzazione in atto ad esempio in Francia, Germania, ecc.
La cresima era considerata il sacramento fulcro del passaggio a «soldato di Cristo».
Dopo 20 anni, il benessere, la tv, il cinema ecc. afflosciarono le coscienze e la cresima divenne una sorta di spartiacque fra la fanciullezza e la giovinezza: la più parte dei soldati divennero «disertori» e la religione sempre più tiepida e formale. Il fenomeno colpì e tuttora colpisce soprattutto la fascia d'età 13-18 anni.
Tanti genitori riuscirono a limitare la falla con il buon esempio e la vigilanza, ma i più non seppero o non vollero contrastare la crescita di figli senza valori, sbandati e vaganti sulle sabbie mobili di un mondo solo apparentemente più facile e privo di idee forti.
Discoteche, alcol, droghe, ecc., illusero e schiavizzarono molti giovani mentre la società gaudente (?) cresceva in permissivismo (separazioni, convivenza, amoralità/ immoralità, ecc.). Siccome a tutto c'è un limite, è sperabile che si trovi un «modus vivendi» che concili libertà e buon senso, autocontrollo e rispetto.
Franco Lorenzi FUMANE


Risposta di Angelo Campedelli:

L'Arena
mercoledì 12 novembre 2014 – LETTERE – Pagina 22
 

EDUCAZIONE 
Affrontare le sabbie mobili

Quando ero adolescente (45 anni fa), dopo aver ricevuto regolarmente i sacramenti della confessione, comunione e cresima, ho cominciato a staccarmi dalla Chiesa e dalla fede religiosa nonostante i miei genitori avessero il "timor di Dio" e fossero sempre presenti "con il buon esempio e la vigilanza" (le parole virgolettate fanno riferimento alla lettera sui giovani pubblicata il 9 novembre scorso).
A 60 anni non mi sento un "disertore" della Chiesa, ma un ateo che ha operato la sua scelta responsabilmente (al contrario dell'iscrizione alla Chiesa che avviene con il battesimo). Il fatto d'essere ateo non mi ha esonerato dal diventare un genitore che sappia dare il buon esempio alle sue due figlie e che sappia vigilare sempre su di loro. Pur essendomi separato quando loro avevano appena 5 e 3 anni (ora ne hanno 26 e 24), e pur non avendo mai insegnato loro il "timor di Dio", posso dire che hanno superato egregiamente "l'età delle sabbie mobili".
Le ho sempre accompagnate in discoteca aspettandole fuori in auto anche fino alle due di notte.
Ho insegnato loro i valori dell'onestà, dell'amore, della sincerità, del dialogo, del rispetto verso gli altri e verso le cose (il mondo, la natura, gli animali).
Ho insegnato loro i diritti umani, la democrazia, il pluralismo e il libero pensiero (in contrapposizione al pensiero unico medievale proprio della Chiesa).
Non ho mai detto loro che avrebbero avuto un premio se fossero state promosse a scuola: ho sempre detto che dovevano studiare solo per il loro bene, così come ho detto che si fa il bene non perché ci attende un paradiso, ma semplicemente perché è sbagliato fare il male.
Quindi, se si vuole cercare le cause ai problemi giovanili delle discoteche, dell'alcol, delle droghe, della crisi di valori, dello sbando, credo non vadano cercate nelle "tentazioni della secolarizzazione", nella mancanza del "timor di Dio", o nelle "separazioni" e "convivenze".
La mia idea per meglio preparare i giovani ad affrontare le "sabbie mobili" è di sostituire l'IRC (insegnamento della religione cattolica a scuola, non più regolare da quando è stata abolita la "Religione di Stato") con l'Educazione Civica: informazione sulle droghe (compreso alcol e sigarette), sulla sessualità, sull'affettività, sul pericolo stradale, sui diritti umani, sulla diversità-uguaglianza, sulla tolleranza.
Angelo Campedelli UAAR VERONA

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