sabato 25 gennaio 2014

Messa di inaugurazione a Isola della Scala

Lettera in risposta a un articolo pubblicato sul quotidiano L'Arena di Verona (link all'articolo in formato PDF)

Lettera aperta. Verona, 17 gennaio 2014

Spett.le sig. sindaco del Comune di Isola della Scala, Giovanni Miozzi (via mail).
Spett.le sig. presidente dell’Ente Fiera di Isola della Scala, Massimo Gazzani (via mail).
P. c. spett.le sig. consigliere comunale di Isola della Scala, Renzo Gasparella (via mail).
 

L’episodio riguardante la messa cattolica celebrata (con tanto di arcivescovo polacco)
all’inaugurazione della Fiera del Riso ad Isola della Scala, nonché il successivo ordine del Sindaco di “appendere i crocifissi in tutti gli edifici pubblici” (il corsivo virgolettato e i successivi sono tratti dal giornale “L’arena” del 10 gennaio 2014), ha davvero dell’incredibile e che lascia sconcertati e sgomenti.
Reputo persino ridicole, poi, le affermazioni del Presidente dell’Ente Fiera nel dire che
“l’arcivescovo è l’equivalente del ministro della Sanità” (ma quando mai! Qui si confonde la sanità con la pastorale!), addirittura “a livello mondiale” (esagerato!).
Con tali comportamenti, da parte di persone investite di un ruolo pubblico, la laicità dello Stato non solo è calpestata, ma addirittura spudoratamente ignorata! Vi ricordo che (evidentemente non lo sapete), non proprio tanto tempo fa, la Consulta ha definito la laicità dello Stato come supremo principio costituzionale (sentenza 203 del 1989). La laicità dovrebbe essere la guida per ogni partito e per ogni politico, ed invece…!
Vedere due rappresentati delle nostre Istituzioni (come lo è Lei signor Sindaco e Lei signor
Presidente) comportarsi in tal modo, fa capire quanto poco Voi conosciate sia la nostra Storia che la nostra Costituzione.
Parlo della Storia perché, se Voi non lo sapete, nel 1984 vi è stata la revisione dei Patti
Lateranensi
con la quale è stata abrogata la Religione di Stato. Già questo, di per sé, dovrebbe essere una motivazione più che valida e più che sufficiente per: 1) NON celebrare alcuna cerimonia religiosa, di nessuna religione, all’inaugurazione di attività civili pubbliche; 2) NON esporre negli edifici di proprietà pubblica (scuole, ospedali, caserme, tribunali, uffici postali, sedi statali, regionali, provinciali, comunali) alcun simbolo religioso di nessuna religione. Altrimenti a cosa è servito togliere il concetto di “religione di stato”?! Uno Stato che si proclama laico, e che lo sia veramente, non deve privilegiare alcuna religione, e questo anche in una fiera del riso che, per forza di cose, è sia pubblica che aconfessionale, la quale va inaugurata non con questo o quel rito religioso, bensì con l’Inno Nazionale ed il Tricolore! Invece, il fatto stesso che una fiera sia “benedetta” da una qualsiasi funzione religiosa, e che poi si ordini di appendere crocefissi ovunque, la dice lunga su quanto arretrati siamo (meglio dire siete) in fatto di laicità. Io Vi chiedo: ma è mai possibile che una fede abbia bisogno di “marcare il territorio” con riti e simboli?
Parlo della Costituzione perché, se Voi non lo sapete, all’articolo 3 vi è scritto “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” presupponendo, quindi, che non ci debbano essere cittadini di serie A (per i quali si fanno privilegi eseguendo i LORO riti religiosi ed esponendo i LORO simboli religiosi) e cittadini di serie B (i quali devono subire riti e simboli dei cittadini di serie A).
E ancora Lei, signor Presidente: dichiarare di “sostenere la famiglia tradizionale”, proprio nei
giorni della fiera, ha fatto scrivere al “Corriere del Veneto” che “la festa del riso non è luogo per gay”. Se i diritti non sono di tutti non c’è vera democrazia. L’omofobia, signor Presidente, diventerà prima o poi un reato, così come lo è già il razzismo.
Vi chiedo: quale visione avete Voi della società multi etnica! Come credete possano convivere
persone di differenti religioni! Come pensate ci possa essere “buon vivere” e “tolleranza” se
all’interno di una manifestazione laica, frequentata da persone con differenti credo religiosi, si
privilegia una religione piuttosto che un’altra, nonché un genere sessuale piuttosto che un altro!
Quale visione avete della società attuale e futura! Sono convinto che qualunque normale cittadino sa che non c’è bisogno di aspettare il futuro per vedere che, anche da noi, la società è già multi etnica, multi culturale, multi religiosa, multi sessuale, e anche multi famigliare!
Egregio signor Sindaco, egregio signor Presidente. Non siamo più una società con una sola
religione portatrice di un unico valore (il “pensiero unico”), e anche se non ci fossero gli
extracomunitari, con il loro bagaglio culturale, ci sono comunque (ormai) tanti cittadini italiani e cittadine italiane che sono diversamente credenti e anche non credenti, con diversi valori comunque civili ed umani (il “libero pensiero”).
Vi ricordo (sperando che Vi sia da esempio e che Vi possa servire) quanto ebbe a dire il presidente Obama all’indomani della sua elezione a capo degli Stati Uniti: “Siamo una nazione di Cristiani e Musulmani, Ebrei e Induisti, e di non credenti” (20 gennaio 2009).


Distinti saluti, 

Campedelli Angelo (coordinatore circolo UAAR di Verona)

sabato 4 gennaio 2014

Assemblea di circolo per rinnovo cariche 2014

Si informa che è fissata per lunedì 20 gennaio 2014 alle ore 21.00, presso la solita sede circoscrizionale di via Brunelleschi 12 (zona stadio), l'assemblea di inizio anno per il bilancio consuntivo sull'attività 2013 e per il rinnovo delle cariche istituzionali del circolo.