martedì 27 gennaio 2015

Giornata della memoria (27 gennaio 2015)

A settant’anni esatti dalla fine della strage degli innocenti compiuta dal regime nazista, molti (forse tutti) si chiedono ancora come sia potuto succedere una simile aberrante tragedia umana. Anch’io ho riflettuto molto e, pur non avendo approfondito più di tanto la questione da un punto di visto politico, psicologico, sociologico, religioso o spirituale, mi sono fatto la mia idea.
Il 28 maggio del 2006 il papa oggi emerito (a quel tempo papa normale) Benedetto XVI, in visita al campo di sterminio Auschwitz-Birkenau, ebbe a dire:
“Dove era Dio in quei giorni? Perché Egli ha taciuto? Come poté tollerare questo eccesso di distruzione, questo trionfo del male? … un grido al Dio vivente di non permettere mai più una simile cosa. In definitiva, dobbiamo rimanere con l'umile ma insistente grido verso Dio: Svégliati! Non dimenticare la tua creatura, l'uomo! L'umanità ha attraversato ad Auschwitz-Birkenau una "valle oscura"”.
La “valle oscura”…. Dante l’aveva chiamata “selva oscura”. Questa zona d’ombra, grigia, inspiegabile.
Le frasi pronunciate dall’allora papa B.XVI sono, per me ateo, quantomeno ridicole: in primo luogo perché un qualunque dio non esiste (“Onus probandi incumbit ei qui dicit, non ei qui negat”, che alla lettera significa “l’onere della prova è a carico di chi afferma qualche cosa, non di chi lo nega”), in secondo luogo perché QUEL dio, se esistesse, molto probabilmente era andato al bar durante tutti gli anni tragici dello sterminio, allucinante e pazzesco, di milioni di persone.
La mia personale opinione, che trae origine da un semplice ragionamento razionale e storico, è che alla base di una simile immane e brutale tragedia non ci sia un dio che se ne stava al bar, ma una parte (se pur ristretta) dell’Umanità che altro non ha fatto che mettere in pratica un semplice principio: il principio del “PENSIERO UNICO” che si materializza nella “identità unica”, nella “razza unica”, nella “religione unica”, nel “partito unico”, nella “morale unica”, e nella “verità unica”. Insomma: è una dittatura a 360 gradi dove il “diverso” non deve esistere poiché ritenuto “sbagliato”.
Il cristianesimo ha applicato tale aberrante principio nel corso di centinaia di anni (dal 380 in poi per circa 1.500 anni), prima in tutta Europa e poi in molte parti del mondo, e forse sta proprio in questo suo carattere basilare che la Chiesa Cattolica ha stretto patti e accordi proprio con quel regime nazista che ateo non era.
Il pensiero unico è oggi alla base dei talebani islamici che arrivano ad ammazzare anche i loro stessi connazionali. Ma anche da noi ci sono i talebani: quelli che vogliono imporre a tutti (diversamente credenti, atei, agnostici) il LORO pensiero morale per farlo diventare, appunto, “pensiero unico”.
C’è un solo modo per far sì che non debbano più ripetersi simili atrocità (che, anche se su scala minore, si sono lo stesso già ripetute e ancora sono in atto): l’affermazione planetaria del LIBERO PENSIERO, l’affermazione planetaria della DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI (10 dicembre 1948, approvata dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite proprio all’indomani della seconda guerra mondiale).
L’UAAR è per il “libero pensiero”, è per la “laicità degli Stati”, per la libera affermazione dell’individuo in tutte le sue manifestazioni nel rispetto della libertà altrui.
Campedelli Angelo

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