domenica 4 gennaio 2015

Quirinale - Repubblicano e democratico

Il nuovo anno non poteva iniziare meglio di così: il 2 gennaio è appena il secondo giorno del 2015, nonché il primo giorno di uscita de L'Arena, e già vediamo pubblicata sul giornale veronese la prima lettera dal chiaro contenuto ateo-agnostico-laico.
L'autore è un nostro carissimo socio, già fondatore e coordinatore del Circolo UAAR di Verona: Mario Patuzzo. 
Bene!!! Avanti così! Siamo in tanti! Facciamoci sentire e valere!
Buona lettura e......  AUGURI DI BUON ANNO!!!

QUIRINALE
Repubblicano e democratico
L'Arena, venerdì 02 gennaio 2015, LETTERE, pagina 23.

In riferimento al prossimo cambio presidenziale, un ministro della Repubblica (Alfano) ha sentenziato in TV «ora ci vorrebbe un presidente cattolico».
Il fatto che un candidato appartenga ad una religione non è di per sé garanzia della tutela costituzionale della Repubblica, tanto più se consideriamo che il cattolicesimo è per sua natura integralista ("non avrai altro Dio...") e la sua governance è una monarchia assoluta, l'ultima del pianeta occidentale, e quindi un cattolico potrebbe non essere il miglior garante di una cittadinanza appartenente a una Repubblica laica.
Il Vaticano, infatti, sganciatosi da un fallito partito «cristiano», continua ad invadere direttamente il gioco politico rivendicando un condominio istituzionale in quanto portatore di un'etica «superiore», in verità lontana dalla ben più avanzata ma non riconosciuta Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
Lo Stato moderno non può più sposare una confessione, poiché finalmente afferma valori civici ed idealità progressive, una propria etica razionale laica a garanzia della libertà di tutti. È l'attuale Costituzione ad affermare il principio della laicità, e la revisione del Concordato dell'84 abolisce la Religione di Stato.
Non solo, ma, come scrive Guido Ceronetti su La Repubblica di martedì 23 dicembre nell'auspicare un nome per la nobile figura del capo dello Stato, «L'Italia... è una nazione moderna inautentica, abortita da ormai due secoli, con una diarchia - Istituzioni e Papa - che blocca inesorabilmente l'accesso alla propria sovranità...».
Lo Stato odierno è segnato dal carattere repubblicano e democratico, non è monarchico, né teocratico, ma elettivo e laico. Quindi un presidente non deve tutelare convinzioni parziali, ma quelle di tutti, giusto l'art. 3 della Costituzione sulla quale solennemente giura.
Mario Patuzzo, Verona.

2 commenti:

  1. Pubblichiamo la risposta alla lettera di Mario Patuzzo.

    MATTARELLA: Cattolico o laico
    L'Arena, mercoledì 04 febbraio 2015 – LETTERE – Pagina 23

    Con l'elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica mi è tornata alla mente una affermazione che ho letto qualche settimana fa: «Un cattolico non può essere un buon Presidente della Repubblica». Così, precisa. La sentenza era riferita alla precedente dichiarazione del ministro Alfano: «Ora ci vorrebbe un Presidente cattolico». Nella spiegazione dei motivi della affermazione la chiarezza sembrava piuttosto latitante, mentre era evidente piuttosto l'acredine nei confronti dei cattolici e della Chiesa cattolica.
    Che l'autore della lettera non gradisca l'ipotesi auspicata è certamente una sua libertà, ma affermare che un cattolico non può essere un buon presidente della Repubblica è non solo recare offesa ai cattolici, ma contraddire la verità storica che dimostra esattamente il contrario.
    Si dimentica che la Costituzione, che c'è ancora chi la considera la più bella del mondo, è stata stesa da 70 costituenti di diverso orientamento ideale e anche religioso, dai cattolici ai liberali, ai marxisti, personaggi, quelli di altissima levatura intellettuale, che hanno creato un testo considerato un modello; come pure si dimentica che in tema di affermazione della dignità della persona umana, di diritti dell'uomo, di libertà religiosa e civile, il maestro più ascoltato in quel contesto era proprio il cattolico Guido Gonella, che, guarda caso, pochi anni dopo sarebbe diventato ministro della Pubblica Istruzione nel secondo Governo De Gasperi, nonostante l'avversione, successivamente rientrata, di Benedetto Croce. Proprio quel ministro che avrebbe, come tale, impostato la più imponente riforma della scuola che mai sia stata pensata e preparata, purtroppo non arrivata alla approvazione legislativa, riforma del tutto esente da imposizioni cattoliche, ma preceduta da una vera consultazione generale di tutti i soggetti coinvolti nella scuola stessa e quindi pienamente democratica.
    Ho nominato due statisti cattolici dei quali non c'è chi non riconosca i meriti nei confronti della Nazione. Uno Stato laico è uno Stato che non impone a nessuno un credo, ma assicura a tutti e a ciascuno la libertà di professare il proprio e di esercitare i suoi diritti, compreso quello di essere investito, se eletto democraticamente, di pubbliche funzioni: altrimenti, dove sarebbe la democrazia?
    Piuttosto esprimo l'auspicio e la convinzione che il nuovo Presidente, che cattolico lo è in senso pieno, sappia essere anche autenticamente laico, nel senso nobile e alto del termine e non laicista nel senso auspicato da chi ha aperto questo discorso: che si senta al servizio di tutti e attento alle necessità di chi ha bisogno e che confermi le doti di autorevolezza, di rettitudine, di preparazione culturale che gli vengono riconosciute.
    Vittorio Castagna VERONA

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    1. In attesa di essere pubblicata sul giornale L'Arena, anticipiamo la controreplica di Mario Patuzzo.

      È con profondo rammarico dover costatare, e dover far rilevare, che nella lettera “Mattarella: cattolico o laico” (l’Arena del 4 febbraio scorso), in risposta alla mia lettera “Quirinale: repubblicano e democratico” (l’Arena del 2 gennaio c. a.), l’autore ha (volutamente?) riportato tra virgolette una frase che non c’è nella lettera del Quirinale. Infatti, una cosa è scrivere “Un cattolico non può essere un buon Presidente della Repubblica”, ben altra cosa è scrivere “… un cattolico potrebbe non essere il miglior garante di una cittadinanza appartenente a una Repubblica laica”, come effettivamente scritto nella mia lettera. Da cui si evince che tale affermazione è dubitativa, e sia nel preambolo che nel proseguo è diffusamente argomentata.
      Nell’alterare le mie parole, la risposta data non può essere considerata un commento accettabile, ma si rivela per quello che è: una maldestra difesa del pensiero unico con il ricorso alla contraffazione, o quantomeno segno di una scorrettezza da parte di una persona che nemmeno si documenta prima di rispondere.
      Mario Patuzzo

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