domenica 1 febbraio 2015

Vito Mancuso - Il compito della scuola

Una lettera che avrei voluto scrivere io l’ha scritta invece, in un suo recente articolo ("Un nuovo spettro si aggira per l’Europa" in “Lettere Commenti Idee” de La Repubblica, 22 gennaio 2015), una persona che stimo molto e che per questo le chiedo di pubblicare perché illuminante e fondamentale nell’ambiente educativo per la comprensione del mondo.
Vito Mancuso è un teologo cattolico, docente di "Storia delle Dottrine Teologiche" presso l'Università degli Studi di Padova e le sue argomentazioni sono le seguenti.
«Il compito della scuola è offrire strumenti per la comprensione del mondo. Ora è evidente che senza mettere in gioco la religione, il mondo oggi non lo si capisce. In questa prospettiva l'Italia non può più permettersi di sprecare un'occasione così importante come l'ora di religione, di grande rilievo per la potenzialità geopolitica e al momento ben lungi dall'essere all'altezza della situazione. Occorre trasformare l'ora attuale da insegnamento della religione cattolica in un'ora in cui siano presentate "tutte" le religioni, ovviamente in proporzione all'importanza di esse per l'Italia, e quindi con particolare attenzione ai monoteismi, ma senza trascurare le religioni orientali.
Quest'ora di religioni, in cui non si tratta di credere ma di conoscere, deve essere obbligatoria e avere la medesima dignità curricolare delle altre. La condizione è ovviamente togliere alla Chiesa cattolica ogni potere in merito a programmi e scelta degli insegnanti, costruendo un'ora del tutto laica, rispettosa in egual modo delle diverse religioni e super partes, dalla quale nessun cittadino deve temere condizionamenti a priori alla coscienza, per lo meno non diversamente da quanto li si tema nell'ora di letteratura o di filosofia.
Anche così i nostri ragazzi impareranno fin da piccoli a conoscere i lati positivi delle religioni altrui e a non averne paura, quella paura che genera l'odio di cui si nutre lo spettro che si aggira attualmente nelle nostre menti, ma senza la quale esso potrà placarsi e trovare finalmente accoglienza e pace».
Mario Patuzzo

2 commenti:

  1. campedelli angelo2 febbraio 2015 10:59

    La lettera di Mario Patuzzo è stata pubblicata sul giornale L'Arena (28 gennaio 2015) con il titolo "RELIGIONI: PRESENTARLE TUTTE" a firma di Renato Testa.
    A questa lettera ha risposto, con pubblicazione sempre su L'Arena (1 febbraio 2015), il sig. Salvatore Iervolino la cui missiva riportiamo integralmente.

    RELIGIONI: PERICOLOSE CONFUSIONI
    In una lettera dal titolo «Religioni: presentarle tutte» - pubblicata sul suo quotidiano del 28 u.s. - si propone di rendere «obbligatorio» l'insegnamento delle «religioni» nelle scuole di ogni ordine e grado. Probabilmente non ci si rende conto che tale proposta è anticostituzionale e contraria al principio che la scuola è «obbligatoria» solo riguardo all'istruzione. Questa ha lo scopo di insegnare a «leggere, scrivere e far di conto» e si estende, a livello superiore, all'insegnamento di materie che devono avere sempre più dignità di scienza. La religione o le «religioni» non possono essere qualificate come scienza. Una materia del sapere assurge a dignità di scienza quando la verità di quello che afferma può essere verificata in laboratorio oppure dimostrata con una formula matematica. Questo è il principio che si è recepito in Occidente da Cartesio allorché pubblicò nel 1637 «Il discorso sul metodo». La «Teologia», quindi, non è una scienza in quanto ha per oggetto lo studio di «Dio» la cui esistenza, come è noto, non può essere provata «scientificamente» in quanto non è riproducibile in laboratorio o ridotta ad una formula matematica. Questo porta ad escludere che l'insegnamento della teologia, sia come studio della Religione o, peggio, delle religioni, possa avere ingresso come insegnamento nelle scuole pubbliche che devono dare garanzia di scientificità di quello che insegnano. Diversamente se si ammettesse lo studio obbligatorio delle «religioni» si dovrebbe consentire anche l'insegnamento obbligatorio di materie parimenti «non scientifiche» quali l'alchimia, la magia, l'astrologia che pure hanno avuto seguito tra i cosiddetti sapienti dei secoli passati con cattedre e scuole di pensiero. Quando la religione o le «religioni» chiamano in aiuto lo Stato per imporsi come «obbligatorie» si profilano inquietanti e preoccupanti segnali di quel fondamentalismo che ha caratterizzato tempi bui e tristi per l'umanità anche vicini a noi. Non dimentichiamo che nell'Unione Sovietica si insegnava nelle scuole l'ateismo come materia di studio obbligatoria ed oggi nei Paesi islamici ci sono le scuole coraniche con le conseguenze disastrose che sono sotto gli occhi di tutti. Lasciamo, quindi, fuori dalla Scuola e dallo Stato tutto ciò che attiene alla Religione o alle religioni. Queste vanno circoscritte al «privato» di ognuno se vogliamo evitare pericolose confusioni intellettuali e soprattutto perniciosi turbamenti spirituali che potrebbero sfociare in destabilizzazioni esistenziali, disordini sociali e guerre nel nome della propria «religione».
    Salvatore Iervolino

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    1. Ecco la risposta, a Salvatore Iervolino da parte di Renato Testa, che è stata pubblicata sul giornale L'Arena (5 febbraio 2015) con il seguente titolo:
      "ISTRUZIONE: RELIGIONE A SCUOLA".

      Il signor Salvatore Iervolino ha risposto alla mia lettera sull'insegnamento delle religioni nella scuola, pubblicata nei giorni scorsi, criticando la mia proposta con argomentazioni che a me sembrano molto fragili.
      Egli dice che la scuola deve insegnare solo materie che abbiano dignità di scienza, precisando che le materie hanno dignità di scienza quando ciò che affermano può essere verificato in laboratorio oppure dimostrato con una formula matematica.
      Il signor Iervolino sembra ignorare che nella scuola, oltre alle materie scientifiche, si insegnano, e si devono insegnare, anche le materie tecniche e professionali e, soprattutto, le materie umanistiche (storia, letteratura, lingue, arte...) che sono fondamentali per la formazione della personalità dell'alunno. Naturalmente io, con il prof. Mancuso, non proponevo l'insegnamento dottrinale delle religioni, ma quello storico-sociologico che oggi, ripeto, è a mio avviso indispensabile per capire il mondo in cui viviamo.
      Renato Testa

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