sabato 26 dicembre 2015

Natività: due versioni contraddittorie

NATIVITÀ
Due versioni contraddittorie
L'ARENA 19 dicembre 2015 LETTERE


Adesso che si parla tanto di Natale e Presepe vorrei far notare una cosa che balza subito agli occhi evidente a chiunque si prenda la briga di leggere i Vangeli: i due racconti della natività di Gesù, quello di Luca (2, 1-39) e quello di Matteo (2, 1-23), sono diversi e incompatibili tra loro. In Luca, Giuseppe e Maria abitano a Nazareth e a causa del censimento vanno a Betlemme; ci sono la mangiatoia, gli angeli, i pastori; poi, dopo la circoncisione e la presentazione al tempio del bambino, la Sacra famiglia ritorna tranquillamente a Nazareth. In Matteo, invece, Giuseppe e Maria abitano a Betlemme; ci sono la stella, i magi, Erode e la strage degli innocenti, la fuga in Egitto; e solo dopo la morte di Erode la Sacra famiglia ritorna e va ad abitare a Nazareth. Due racconti che si contraddicono. Pochi lo sanno e quei pochi non lo dicono.
Renato Testa (UAAR Verona)


Risposta pubblicata sempre su L'Arena:

RELIGIONE
La parola di Dio non si interpreta
L'ARENA 30 dicembre 2015 LETTERE


Vorrei dire qualcosa riguardo una lettera sulla Natività scritta dal signor Renato Testa. Anche lui ha commesso l'errore che molti commettono quando si accostano alla Bibbia: la parola di Dio. Tanti vogliono «interpretarla» secondo il loro pensiero o il loro credo. La Bibbia non va interpretata, ma ascoltata (si interpreta da sola!). Deve essere Dio attraverso la sua parola e il suo spirito a parlare a noi. Allora potremo comprendere il suo messaggio principale, cioè che noi uomini siamo tutti peccatori e che senza un Salvatore saremo destinati alla dannazione.
Inoltre, voglio dire che tanti luminari (filosofi, teologi, faraoni, imperatori, re, sapienti), nel corso dei secoli, hanno cercato in tutti i modi di screditare la Bibbia attraverso quelle che ad un lettore frettoloso possono apparire contraddizioni. Tutti hanno fallito! Accettiamo tutti il consiglio che Gesù stesso diede all'apostolo Pietro: «Tu non sai ora quello che io faccio, ma lo capirai dopo» (Giovanni 13:7). Anche l'apostolo non aveva capito! Avrebbe compreso più avanti. Perciò invito il signor Testa a continuare la lettura di questo meraviglioso libro (il più letto nel mondo) e vedrà quante cose lo Spirito santo sarà pronto a rivelare.
Paolo Avesani VERONA 

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