martedì 5 gennaio 2016

Religione: interpretare e capire

RELIGIONE 
Interpretare e capire
L'ARENA 03-01-2016 LETTERE


Il signor Paolo Avesani mi rimprovera per aver «interpretato» la Parola di Dio, quando io invece ho cercato semplicemente di capirla rilevando palesi contraddizioni tra il racconto della Natività di Luca e quello di Matteo, incongruenze che tutti possono constatare. Insomma, ci fu o non ci fu la strage degli innocenti? Ci fu o non ci fu la fuga in Egitto? Matteo dice di sì, Luca dice di no. Eppure, nessuno dei due evangelisti a rigore può sbagliare perché entrambi, si dice, sono ispirati da Dio.
Un'altra evidente, innegabile, contraddizione - ma ce ne sono molte altre - riguarda le ultime parole pronunciate da Gesù sulla croce prima di morire: «Tutto è compiuto» (Gv 19, 30); «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» (Lc 23, 46); «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Mc 15, 34 e Mt 27, 46). Allora, signor Avesani, mi dica lei: cosa ha veramente detto Gesù prima di morire? Io non riesco a capirlo.
Ciò mi riporta alla memoria una divertente storiella. Un marito torna a casa prima del previsto e trova la moglie a letto con un altro. Il poveretto, sconvolto, si adira, urla, strepita, minaccia. Ma la signora, benché colta in flagrante, non si scompone, non perde la calma: «Caro», gli dice, «non arrabbiarti, non fare così. Ti sbagli. Non è come sembra. Le apparenze ingannano. Devi scegliere: o credi ai tuoi occhi o credi a quello che dico io». Il credente non si arrende neppure di fronte all'evidenza.
Renato Testa UAAR (Verona)


Risposta pubblicata su L'Arena:

RELIGIONE 
La Bibbia mi ha cambiato
L'ARENA 15-01-2016 LETTERE


Vorrei rispondere al signor Testa sulle «innegabili contraddizioni» della Parola di Dio con una domanda: «Sa cosa sono i vangeli sinottici?». Vorrei spiegarlo in poche parole. Non è vero che «Matteo dice sì e Luca dice no», come ha scritto lei. Ma semplicemente che Matteo racconta un fatto, e Luca non lo riferisce. Questa non è una contraddizione. Ogni evangelista espone i fatti riguardanti la persona di Cristo partendo da un punto di vista diverso, anche perché si rivolge ad un «pubblico» differente.
Matteo si rivolge ai Giudei e presenta Gesù come Messia, il Re dei Giudei. Marco invece scrive ai Romani e presenta Gesù il servo di Dio, in risposta all'imperialismo romano. Luca scrive per i Greci e presenta Gesù il Figlio dell'uomo in risposta all'umanesimo greco. Ad un lettore sincero (un piccolo fanciullo) la Parola di Dio dà la risposta ad ogni domanda. Soprattutto ad una: dove andrò dopo la morte? Per quanto riguarda le ultime parole di Gesù, sulla croce egli ha detto più di una frase, i Vangeli ne riportano sette. Oltre a quelle citate da lei ce ne sono quindi altre quattro. E le consiglio umilmente di leggere i capitoli conclusivi del libro di Giobbe, dal 38 al 42.
Quando ho cominciato a leggere la Bibbia, ben cinquant'anni fa, mi è sembrata ebraico e greco, come i testi originali. Però attraverso questa lettura Dio ha cambiato la mia vita. Sono passato dalla morte spirituale alla vita spirituale. Auguro che la stessa cosa avvenga nella vita di tutti!
Paolo Avesani AVESA

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