venerdì 29 gennaio 2016

Assemblea annuale di circolo

Il Circolo UAAR di Verona, come da statuto, ha indetto la

ASSEMBLEA ANNUALE DI CIRCOLO
Lunedì 1 febbraio, alle ore 21.00, presso la sede del Circolo in via Nichesola 9, San Michele Extra (vicinissimo a Piazza del Popolo).

L'assemblea è aperta a tutti.
Per chi volesse proporsi a ricoprire le cariche statutarie per l'anno 2016 (coordinatore, vice-coordinatore, cassiere, e componente l'attivo di circolo) può indicare già ora il proprio nominativo scrivendo a campedelliangelo@tiscali.it.
Si fa presente che per ricoprire tali cariche, nonché per poter votare le candidature, bisogna essere in regola con l'iscrizione UAAR per l'anno in corso.
L'iscrizione UAAR 2016 può essere fatta anche durante la serata stessa.

domenica 24 gennaio 2016

Casaleone. Protesta in paese del coordinatore dell'UAAR di Verona

CASALEONE. Protesta in paese del coordinatore dell'Uaar di Verona  
Atei e agnostici contestano le statue mariane
Campedelli: «In luoghi pubblici non devono esserci simboli religiosi, sbagliato imporre la propria fede»
Il sindaco: «Le due Madonne restano al loro posto»   

L'ARENA 23-01-2016 PROVINCIA, di Francesco Scuderi.

Le due statue della Madonna, collocate rispettivamente in piazza del Popolo a Casaleone e in piazza Ghandi a Sustinenza, finiscono nuovamente al centro dell'attenzione e diventano oggetto di «discordia religiosa». L'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (Uaar) di Verona ha deciso infatti di sfidare il sindaco Andrea Gennari in un dibattito pubblico sull'esposizione di simboli sacri in luoghi pubblici. Nei mesi scorsi le parti avevano già avuto modo di scontrarsi. Tutto aveva avuto inizio quando, lo scorso 28 luglio, ignoti avevano divelto dal basamento la scultura della Madonna posizionata in piazza del Popolo per poi distruggerla a poca distanza.
Venuta a conoscenza dell'intenzione dell'amministrazione di acquistare una nuova Madonna da rimettere nello stesso posto, l'Uaar, attraverso il suo coordinatore Angelo Campedelli, era intervenuta sottolineando che «collocare una statua religiosa nella pubblica piazza vuol dire marcare il territorio» e che «le istituzioni e i luoghi pubblici non devono avere connotati religiosi». Il primo cittadino, ignorando la presa di posizione, è andato dritto per la sua strada e a settembre ha inaugurato la nuova statua. Ma non solo. Poco prima della fine dello scorso anno, la Giunta Gennari ha deciso di fare il bis e di collocare a Sustinenza, nella rinnovata piazza Ghandi, all'interno di una nicchia, la scultura con la Madonna di Lourdes.
A questo punto, Campedelli ha deciso di cogliere la palla al balzo e di venire a Casaleone per affermare la propria contrarietà a questa scelta, facendosi anche fotografare provocatoriamente, con tanto di bandiera dell'associazione, davanti alle due sculture mariane. «Cosa succederebbe se il prossimo sindaco fosse di religione buddista? Dovrebbe togliere la statua della Madonna e sostituirla con quella di Buddha?», si chiede ironicamente Campedelli. «Le istituzioni e i luoghi pubblici», prosegue il coordinatore dell'Uaar, «non devono avere connotati religiosi. C'è da parte dei cattolici, ed in primis del sindaco di Casaleone, la volontà di imporre la propria fede a tutti». Quindi, sulla base di ciò, Campedelli lancia il guanto di sfida a Gennari: «Vorrei chiedergli perché ha questo viscerale bisogno di marcare il territorio tipico dei cattolici? Perché si ostina a voler imporre i suoi simboli religiosi a tutti?».
Tutte domande destinate, tuttavia, a non avere una risposta perché Gennari ha già fatto sapere che di affrontare un dibattito con Campedelli non ne vuole proprio sapere. «Sono orgoglioso di quanto fatto in questi anni per valorizzare i nostri luoghi pubblici», ribatte il primo cittadino, «e non ho alcuna intenzione di cadere in queste provocazioni». «Ponendo nelle piazze di Casaleone dei simboli che rispecchiano con fierezza i nostri valori cattolici e cristiani», aggiunge il primo cittadino, «non abbiamo fatto altro che esaudire le numerose richieste dei nostri concittadini».
A prova di ciò, Gennari, con orgoglio, sottolinea «il grande numero di persone presenti all'inaugurazione di entrambe le sculture e alle recite dei rosari che ogni maggio, mese mariano per eccellenza, vedono una grande partecipazione di fedeli». Le Madonne, insomma, resteranno al loro posto. «Finché sarò sindaco», conclude Gennari, «rimarranno lì, chi verrà dopo di me farà quello che riterrà più opportuno».

lunedì 18 gennaio 2016

Svegliati Italia!

In vista della discussione al Senato del ddl sulle unioni civili, le associazioni lgbt (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit) e le associazioni che si battono per la laicità come l'UAAR si preparano a mettere in campo una mobilitazione capillare nelle principali piazze del Paese per il diritto di vivere in uno Stato laico.
Il circolo UAAR di Verona partecipa alla manifestazione.


MANIFESTAZIONE SVEGLIATI ITALIA A VERONA

Gran bella manifestazione in Piazza Bra (una delle 100 piazze d'Italia) per sostenere il disegno di legge "Cirinnà" sulle unioni civili che andrà in discussione al Senato il 28 gennaio.
Eravamo in diversi anche noi dell'UAAR (sicuramente una decina), e il giornalista che ha fatto l'articolo ha pure riportato un mio intervento (ringrazio di cuore il giornalista de L'Arena, Enrico Santi).
Angelo


Articolo pubblicato su L'Arena il 24/01 (documeto in formato PDF)

sabato 16 gennaio 2016

Religione: San Nicola e Babbo Natale

RELIGIONE
San Nicola e Babbo Natale
L'ARENA 13-01-2016 LETTERE


San Nicola è un santo cristiano. Nel primo medioevo si chiamava Sanctus Nicolàus, storpiato poi in Santa Claus, esso ci tramanda tutte le versioni del Babbo Natale moderno che derivano dallo stesso personaggio storico, il vescovo Nicola di Myra (antica città dell'odierna Turchia). Un vescovo molto ricco e molto popolare per la sua bontà e generosità. Nicola fu sepolto a Myra, ma le sue ossa furono trafugate da 62 marinai baresi che, a bordo di tre imbarcazioni, riuscirono a tornare nella città pugliese con le ossa del santo, il 9 maggio 1087, reliquie ancora oggi contestate dai devoti ottomani che vorrebbero fossero loro restituite.
Questo santo esercita ancora un particolare fascino sui fedeli d'Oriente e d'Occidente. Migliaia di chiese sono erette in suo onore in tutto il mondo, 1.200 solo in Italia. Inoltre, mette d'accordo un po' tutti, cattolici e protestanti: è Santa Klaus nel centro-nord Europa; con la ritualità ortodossa è patrono di Grecia e Russia dove è il protettore dei raccolti; a Bari, invece, protegge gli avvocati, i macellai, i mercanti in genere. In Europa e in particolare nei Paesi Bassi, in Belgio, Austria, Svizzera e Germania, viene ancora rappresentato con abiti vescovili e con la barba, una figura che rappresenta ormai solo gli aspetti secolari del Natale.
La sua leggenda è successivamente emigrata in America dove il suo aspetto si è modificato: il mantello vescovile è diventato un giubbone rosso orlato di pelliccia bianca, la «mitra» un cappuccio a punta e con queste nuove sembianze è tornato in Europa come Babbo Natale.
Circa l'affermazione del signor Carlo Violati che riferisce il presepe coerente con le Scritture, va chiarito che il Natale del Messia non ha nessun fondamento con il 25 dicembre essendo la festività odierna la sovrapposizione della festività solare dei Romani: nel 274 d.C. Aureliano proclamò il «Deus Sol Invictus» la divinità ufficiale dell'impero. Lasciamo quindi che ognuno goda delle proprie soddisfazioni, compresi i regali di Babbo Natale.
Mario Patuzzo (UAAR Verona)

mercoledì 13 gennaio 2016

Serata a tema: intervista a Mario Trevisan

SERATE A TEMA: INTERVISTA A MARIO TREVISAN.
LUNEDI' 18 GENNAIO, alle ore 21, presso la sede del Circolo UAAR (via Nichesola 9, San Michele Extra) terremo la prima serata a tema del 2016.
L'abbiamo dedicata a Mario Trevisan ("Marioque") che avrebbe compiuto 85 anni lo scorso 5 gennaio.
Si tratta della intervista biografica che Mario rilasciò, lo scorso anno, al carissimo amico Renato Testa (socio UAAR, storico, filosofo, e scrittore).
Per coloro che desiderano rinnovare l'iscrizione UAAR 2016 sarebbe l'occasione giusta.


Intervista in formato PDF

sabato 9 gennaio 2016

Nodi fiscali: il caso ICI e la Chiesa

NODI FISCALI
Il caso Ici e la Chiesa
Lettera pubblicata su L'ARENA 06-01-2015 LETTERE


Plaudo al Comune di Legnago per l'operazione recupero in tema di Ici delle scuole gestite dai religiosi che hanno subito fatto ricorso alla Commissione Tributaria in quanto affermano che la loro attività educativa è tutt'altro che commerciale.
Facciamo un passo indietro: la Corte di Cassazione la scorsa estate ha sentenziato che le Chiese Cattoliche quando incassano una retta da parte degli alunni svolgono un'attività commerciale e pertanto sono tenute a pagare le tasse come tutti i restanti cittadini d'Italia.
Giorgio Scolari VERONA 


Lettera integrale inviata al giornale:
 

Plaudo al Comune di Legnago per l'operazione recupero in tema di Ici delle scuole gestite dai religiosi che hanno subito fatto ricorso alla Commissione Tributaria in quanto affermano...... che la loro attività educativa è tutt'altro che commerciale.
Facciamo un passo indietro. La Corte di Cassazione la scorsa estate ha sentenziato che le Chiese Cattoliche quando incassano una retta da parte degli alunni svolgono un'attività commerciale e pertanto sono tenute a pagare le tasse come tutti i restanti cittadini d'Italia. Se i Responsabili della Diocesi di Verona, pur di evitare di pagare le tasse, arrivano ad affermare quanto sopra riportato, allora ci devono spiegare quale altra formula sta alla base della loro attività educativa. E' forse un'attività di evangelizzazione? Siamo al cospetto di una onlus? Se tutto si basa sul fatto che questa opera è fatta "gratis et amore Dei" (per grazia e amore di Dio) che ce lo dimostrino!
Diversamente, sarebbe ora che la smettessero di crederci tutti degli allocchi e che accettassero la realtà delle cose, soprattutto dopo episodi come quello del cardinal Bertone che ha pensato bene di fare una donazione per restituire le sovvenzioni dell'Istituto Bambin Gesù.
Giorgio Scolari VERONA

martedì 5 gennaio 2016

Religione: interpretare e capire

RELIGIONE 
Interpretare e capire
L'ARENA 03-01-2016 LETTERE


Il signor Paolo Avesani mi rimprovera per aver «interpretato» la Parola di Dio, quando io invece ho cercato semplicemente di capirla rilevando palesi contraddizioni tra il racconto della Natività di Luca e quello di Matteo, incongruenze che tutti possono constatare. Insomma, ci fu o non ci fu la strage degli innocenti? Ci fu o non ci fu la fuga in Egitto? Matteo dice di sì, Luca dice di no. Eppure, nessuno dei due evangelisti a rigore può sbagliare perché entrambi, si dice, sono ispirati da Dio.
Un'altra evidente, innegabile, contraddizione - ma ce ne sono molte altre - riguarda le ultime parole pronunciate da Gesù sulla croce prima di morire: «Tutto è compiuto» (Gv 19, 30); «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» (Lc 23, 46); «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Mc 15, 34 e Mt 27, 46). Allora, signor Avesani, mi dica lei: cosa ha veramente detto Gesù prima di morire? Io non riesco a capirlo.
Ciò mi riporta alla memoria una divertente storiella. Un marito torna a casa prima del previsto e trova la moglie a letto con un altro. Il poveretto, sconvolto, si adira, urla, strepita, minaccia. Ma la signora, benché colta in flagrante, non si scompone, non perde la calma: «Caro», gli dice, «non arrabbiarti, non fare così. Ti sbagli. Non è come sembra. Le apparenze ingannano. Devi scegliere: o credi ai tuoi occhi o credi a quello che dico io». Il credente non si arrende neppure di fronte all'evidenza.
Renato Testa UAAR (Verona)


Risposta pubblicata su L'Arena:

RELIGIONE 
La Bibbia mi ha cambiato
L'ARENA 15-01-2016 LETTERE


Vorrei rispondere al signor Testa sulle «innegabili contraddizioni» della Parola di Dio con una domanda: «Sa cosa sono i vangeli sinottici?». Vorrei spiegarlo in poche parole. Non è vero che «Matteo dice sì e Luca dice no», come ha scritto lei. Ma semplicemente che Matteo racconta un fatto, e Luca non lo riferisce. Questa non è una contraddizione. Ogni evangelista espone i fatti riguardanti la persona di Cristo partendo da un punto di vista diverso, anche perché si rivolge ad un «pubblico» differente.
Matteo si rivolge ai Giudei e presenta Gesù come Messia, il Re dei Giudei. Marco invece scrive ai Romani e presenta Gesù il servo di Dio, in risposta all'imperialismo romano. Luca scrive per i Greci e presenta Gesù il Figlio dell'uomo in risposta all'umanesimo greco. Ad un lettore sincero (un piccolo fanciullo) la Parola di Dio dà la risposta ad ogni domanda. Soprattutto ad una: dove andrò dopo la morte? Per quanto riguarda le ultime parole di Gesù, sulla croce egli ha detto più di una frase, i Vangeli ne riportano sette. Oltre a quelle citate da lei ce ne sono quindi altre quattro. E le consiglio umilmente di leggere i capitoli conclusivi del libro di Giobbe, dal 38 al 42.
Quando ho cominciato a leggere la Bibbia, ben cinquant'anni fa, mi è sembrata ebraico e greco, come i testi originali. Però attraverso questa lettura Dio ha cambiato la mia vita. Sono passato dalla morte spirituale alla vita spirituale. Auguro che la stessa cosa avvenga nella vita di tutti!
Paolo Avesani AVESA