mercoledì 15 marzo 2017

Politici presenti.
No al registro del biotestamento.


Giovedì 9 marzo, in Consiglio Comunale di Verona, non c’è stata l’ennesima fuga dei politici al momento di votare per l’istituzione del Registro comunale sul Testamento Biologico: meno male! Stavolta i politici sono stati presenti, ma nel voto per l’istituzione del registro ha prevalso il no (13 favorevoli, 16 contrari, 1 astenuto, 7 assenti).
Il circolo UAAR di Verona non può che esprimere rammarico per la votazione uscita da Palazzo Barbieri, dove la politica veronese in tema di diritti civili, e nello specifico quello del registro per il TB, ha detto ancora no: la prima volta fu nel 2011. In Italia (quindi non solo a Verona) ci sono ancora troppi politici che vogliono imporre a tutti (cattolici democratici, diversamente credenti, atei, agnostici) la propria visione e concezione della vita. Nel nostro Paese la laicità è, purtroppo, ancora ben lungi dall’essere una realtà e un valore comunemente accettato, nonostante la Chiesa stessa abbia dimostrato, almeno per quanto riguarda il biotestamento, una certa apertura.
I cittadini e le cittadine veronesi continueranno a depositare le proprie Dichiarazioni Anticipate di Trattamento sanitario (comunemente note come “testamento biologico”) presso gli studi notarili.

Nella nostra cultura, nella nostra civiltà, è finito il tempo del “pensiero unico”: la politica, se vuole essere veramente laica, dovrebbe (quanto prima) prenderne atto.

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