venerdì 24 marzo 2017

Incontro sulla pedofilia clericale perpetrata presso l’Istituto per Sordomuti “Antonio Provolo” di Verona.


Lunedì 27 marzo 2017, alle ore 11:00, presso la sede dell’Associazione Sordi “Antonio Provolo” – Onlus, in via Marin Faliero 10/c – 37138 Verona, è programmata una conferenza stampa aperta al pubblico, al fine di comunicare agli organi di stampa i recenti sviluppi e le recenti iniziative intraprese dall’Associazione Sordi “Antonio Provolo” – Onlus e dalle vittime di abusi sessuali in Essa riunite inerenti agli episodi di pedofilia clericale perpetrata presso l’Istituto per Sordomuti “Antonio Provolo” di Verona.


mercoledì 15 marzo 2017

Politici presenti.
No al registro del biotestamento.


Giovedì 9 marzo, in Consiglio Comunale di Verona, non c’è stata l’ennesima fuga dei politici al momento di votare per l’istituzione del Registro comunale sul Testamento Biologico: meno male! Stavolta i politici sono stati presenti, ma nel voto per l’istituzione del registro ha prevalso il no (13 favorevoli, 16 contrari, 1 astenuto, 7 assenti).
Il circolo UAAR di Verona non può che esprimere rammarico per la votazione uscita da Palazzo Barbieri, dove la politica veronese in tema di diritti civili, e nello specifico quello del registro per il TB, ha detto ancora no: la prima volta fu nel 2011. In Italia (quindi non solo a Verona) ci sono ancora troppi politici che vogliono imporre a tutti (cattolici democratici, diversamente credenti, atei, agnostici) la propria visione e concezione della vita. Nel nostro Paese la laicità è, purtroppo, ancora ben lungi dall’essere una realtà e un valore comunemente accettato, nonostante la Chiesa stessa abbia dimostrato, almeno per quanto riguarda il biotestamento, una certa apertura.
I cittadini e le cittadine veronesi continueranno a depositare le proprie Dichiarazioni Anticipate di Trattamento sanitario (comunemente note come “testamento biologico”) presso gli studi notarili.

Nella nostra cultura, nella nostra civiltà, è finito il tempo del “pensiero unico”: la politica, se vuole essere veramente laica, dovrebbe (quanto prima) prenderne atto.

martedì 14 marzo 2017

ATEI E FEDE

Mi capita spesso, con parenti, amici, semplici conoscenti, o anche con sconosciuti incontrati per la prima volta, di scambiare idee e opinioni sulla fede, sulla religione, sui valori umani. Ogni volta mi sento commentare: “Ma tu, ateo, sei più credente dei credenti”. Lo stesso concetto è stato espresso in una lettera pubblicata recentemente sul giornale L'Arena: raccontava la bellissima storia di una signora anziana atea che, tutte le domeniche, accompagnava a messa suo marito credente, e tutto ciò per il profondo amore che questa donna provava (e prova) per il suo uomo. Alla fine, il commento di chi ha descritto questa vicenda, e rivolto alla signora, è stato: “Molti come lei, che si credono non credenti, verranno accolti subito in Paradiso”.
Purtroppo è diffuso il comune pensiero che solo chi ha fede sia anche portatore di valori considerati “cristiani”. Per quasi tutti i credenti è difficile poter capire, o anche solo poter immaginare, che si possano avere valori umani anche senza avere una fede, una qualunque fede in una qualunque religione.
Margherita Hack disse che “L’etica di un non credente è più pura e disinteressata di quella di un credente che si comporta bene perché spera nella ricompensa e teme la punizione nell’aldilà. Le leggi morali non ce le ha date Dio, ma non per questo sono meno importanti”. E ancora: “Penso che il cervello sia l’anima; non credo alla vita dopo la morte e tanto meno a un paradiso in versione condominiale, dove reincontrare amici, nemici, parenti, conoscenti.” Eppure, nonostante ciò, se un ateo parla bene e si comporta bene deve per forza essere (in fondo in fondo, magari inconsciamente) un credente. Chissà perché! Forse per il monopolio che la religione cristiana ha fatto di ogni cosa.


Angelo Campedelli (Circolo UAAR Verona).

mercoledì 8 marzo 2017

Salutiamo l'etologo Danilo Mainardi, tra i presidenti onorari Uaar.

un caro ma triste saluto, angelo


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