Lettere

Lettera da un simpatizzante

Basta morire per essere santi.
Leggendo la lettera pubblicata su “L’altro giornale” N.12 Dicembre 2016 a pagina 3 contro il professore Umberto Veronesi, ho sentito l’esigenza di esprimere, per quanto possibile con educazione, il mio parere.
La “signora” Patrizia, che ha scritto quella lettera così “edificante” contro lo stimato professor Veronesi, mi sembra (senza offesa) una persona spaventata ed ignorante per tutto ciò che è diverso dal suo pensiero, cioè il nulla.
Nel “nostro” mondo, inserito in più mondi e in più universi, esistono persone che hanno idee, colore della pelle, religioni e comportamenti sessuali diversi dal suo, ma non per questo meno importanti.
Il suo disprezzo verso il professor Umberto Veronesi (cito le sue parole: “accanito sostenitore di qualsivoglia tipo di trasgressione o libertinaggio”) indica la sua malafede ipocrita, bigotta, e la sua saccenteria nel detenere la verità in mano, cioè quella del cristianesimo e in particolare della religione cattolica.
Non ho nulla da dire su chi crede e professa la fede, qualunque essa sia, perché rimane una cosa personale di ogni individuo, ma quando la si usa per disprezzare un’altra persona allora il discorso cambia.
Io non sono ateo perché l’ateismo è un’altra forma di religione (come diceva la grande astrofisica Margherita Hack), ma semplicemente non credo in un Dio creatore, spesso preso in prestito per combattere guerre contro gli infedeli in sante crociate e sante inquisizioni.
Per non parlare della pedofilia, da Lei sfiorata nell’articolo, che regna indisturbata da decenni nella Chiesa.
Per concludere, consiglio alla “signora” Patrizia che prima di scrivere cattiverie gratuite dovrebbe rispettare le idee altrui, in particolare quelle del professor Umberto Veronesi il quale, pur avendo idee non condivisibili da tutti, ha dato molto al “nostro” mondo.
Lei “signora” Patrizia cosa ha dato? Ah, dimenticavo: Lei è cattolica, e quindi detentrice della verità assoluta.
Virginio Ferrarini.


Lettere a L'Arena

 

CRISTIANESIMO Una guerra di posizioni (Renato Testa)
Giovedì 10 Novembre 2016

Obiettare alle lettere dei signori Michelangelo Mirra e Maria Giuseppina Bersan non è difficile, basta fare appello alla conoscenza dei testi e della storia e alla ragionevolezza. 
Il signor Mirra si è costruito nella mente un Cristianesimo immaginario, tutto rose e fiori, che nella realtà non esiste. Egli scrive che nel Cristianesimo si ha «l'affermazione della dignità di ogni persona umana». Per la dottrina cristiana, a causa del peccato originale, tutti gli uomini nascono peccatori e solo quelli che ricevono il battesimo diventano figli di Dio, gli altri rimangono schiavi del demonio. Il Cristianesimo ha legittimato per secoli la schiavitù. Ancora nel 1866 papa Pio IX non la riteneva contraria alla legge naturale e divina. Nel Nuovo Testamento si afferma la subalternità della donna. La discriminazione degli omosessuali è cosa che continua tuttora. Per secoli i cristiani, finché hanno potuto, hanno conculcato ferocemente la libertà di coscienza (basta ricordare le persecuzioni degli eretici, le torture e i roghi dell'Inquisizione). Ci vuole coraggio, infine, per mettere il Cristianesimo all'origine della democrazia, quando esso per secoli ha sostenuto la teocrazia e il diritto divino dei re ed oggi il Papa è l'ultimo sovrano assoluto rimasto. 
La signora Bersan si sdilinquisce per un Dio, anch'esso immaginario, «talmente buono da farsi esso stesso carne con il sacrificio della Croce». La signora dice di aver ricevuto in abbondanza sia il dono della fede sia il dono della ragione. Indubbiamente di fede ne ha tanta, ma che la ragione possa accettare la favola di un Dio che sacrifica se stesso a se stesso per salvare gli uomini da se stesso mi sembra improbabile.


RELIGIONE La punizione di Dio (Renato Testa)
Mercoledì 16 Novembre 2016

Il signor Bonente, nella lettera del 12 novembre, afferma che è blasfemo sostenere che Dio punisca, con stragi e devastazioni, Paesi e persone innocenti a causa della condotta peccaminosa di alcuni, perché il Dio Padre rivelatoci da Gesù è misericordia e amore, per cui il Dio irato e vendicativo dell'Antico Testamento, quello che incenerì Sodoma e Gomorra, è ormai del tutto inaccettabile. 
A lui faccio notare che: una delle prime eresie condannate dalla Chiesa fu proprio quella di Marcione che distingueva e contrapponeva il Dio di Gesù e il Dio dell'Antico Testamento; nel Catechismo della Chiesa Cattolica sta scritto: «Santa Madre Chiesa, per fede apostolica, ritiene sacri e canonici tutti interi i libri sia dell'Antico che del Nuovo Testamento, con tutte le loro parti, perché, scritti sotto ispirazione dello Spirito Santo, hanno Dio per autore...» (105); che Gesù ha detto: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento» (Mt 5, 17). 
Secondo l'illuminato parere del signor Bonente si dovrebbero buttare a mare perché inaccettabili: il peccato originale (Dio per la colpa di uno solo, Adamo, punì tutti i suoi incolpevoli discendenti), il diluvio universale, la pioggia di fuoco su Sodoma e Gomorra, le dieci piaghe d'Egitto? A me può anche andar bene - sono ateo - ma dal punto di vista cattolico mi sembra proprio un'eresia.

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